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Lettera 9b

Lettera 9b

 

9a una busta con lettera in due bifoli; seconda busta con lettera in A4 rigato: mano Josette tutte.

 

9b seconda lettera, Trobaso, 2.7.43

LETTERA 9B - DATA **_**_43

 

9b prima lettera

 

Indirizzo, testo e mittente di mano di Josette; indirizzo: (centrato) Soldato Ferri (F)elice / 4a Base T. M. Balcani / Distaccamento / caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente, in basso, capovolto: Josette Notaris Trobaso di Verbania / (Novara). Sul recto, in alto a dx, francobollo intatto da 20 cent, rosso, volto di Cesare di profilo; annullato con timbro visto (legenda solo TROBASO) con data “(43…)*”. Busta azzurra, vista. Su un foglio azzurro non filigr., 150 x 250 mm. non numero, né data.

 

(centrato) Felice caro. / Non so davvero cosa pensare dal (sic) / scritto che ho ricevuto da te. / Tu non vuole (sic) che il dottore mi / faccia una ( una parola canc.) visita interna, ma / non mi può rovinare niente; se tutte le / donne che le (sic) passano dovesse<ro> essere rovi/nate, povera umanità; credimi, se questo / rovinerebbe qualche cosa, il medico non lo / farebbe: ad ogni modo ne parlerò con la / mamma. Se v<u>oi che io taccia al dottore / quanto è fra noi, bene: non dirò niente; ma se mi visita internamente credi / che non si accorgerà? Ho (sic) questo non si può vedere? Dim<m>elo tu, lo devi sapere questo? / In quanto a dirmi che quell’altro / mi ha rovinata, io non lo credo, perché in dui (sic) anni di tempo non ho mai / sentito alcun dolore di questo genere: / solo adesso. E è davvero incompren/sibile; la mamma continua a chie/dermi se (frai canc.) fra noi c’è qualche cosa, /1v/ perché il medico ha detto che dopo / due anni è impossibile che sia successo / qualche cosa agli. organi fem<m>inili, e <h>a molto insistito anche lui nel sapere / se ora ho rapporti con te. / Felice, io divento pazza; non so / più cosa fare; io continuo a negare quello / che è fra noi, e loro continuano a doman/darmi se c’è dav<v>ero niente fra noi; / cosa debbo fare, cosa debbo fare??? / Se almeno tu fossi qui!! / Oggi sono andata a messa, in / banco alla messa di Sant Fermo: sono ritornata assai stanca. / Ora ho molto male ai reni e poco / al ventre: è da diventare matti. / Mi domandi (sic) perché mi hanno datto (sic) / la benedizione: perché la mamma pensa/va che io fossi stregata, come si dice qui; / allora il prete mi ha datto (sic) la sua bene/dizione. / Ti penso tanto, e tutto il mio / pensiero è rivolto a te; ti ringrazio delle / tue parole consolatrice (sic) e spero guarire presto. / Ciao, amor mio: ti amo tanto / tanto; non essere in pensiero per me: / domani vado del medico. / Ciao, Felice; vor<r>ei tanto che tu fossi / qui; ti bacio ardamente (sic). La tua Josette (sottol.).

LETTERA 9B - DATA 02_07_43

 

9b seconda lettera

 

Indirizzo, testo e mittente di mano di Josette, penna; indirizzo: (centrato) Soldato Ferri (F)elice / 4a Base T. M. Balcani / Distaccamento / caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente, in basso, capovolto: Josette Notaris Trobaso di Verbania / (Novara). Sul recto, francobollo asportato, due timbri visti di TROBASO, campi illeggibili. Busta grigia, vista. Su un foglio A4 quadrettato non filigr., in alto 1r sn il numero 13.

 

(dx) Trobaso, 2.7.43. / (centrato) Mein lieber lieber Felice. / Vorrei sapere se tu <h>ai ricevuto la lettera con / le fotographie (sic, francese?). Fam<m>elo sapere; siccome era un po’ spesante (sic), / avrei paura che non sia passata, e se li (sic) <h>ai dimmi se / ti piac<c>iono. A me piac<c>iono tutte fuorché quello (sic) che siamo / assieme: quando saran<n>o fatto (sic) le altre, ne invierò una a/la tua mamma; gli (sic) farà piacere perché è molto bella: / come pure gli (sic) invierò ina delle mie. / Questa mattina sono andata con Jeannot a / cogliere le more nel bosco dove siamo andati noi / tante volte a passeg<g>iare; siamo partiti alle 9 e rientrati / a mezzo giorno; ne abbiamo trovate poc<h>e, perché sono soltanto / le prime: ma in cambio ho fatto una bella passeg<g>iata; / non siamo mica passati da Possaccio: siamo passati / da Lambiasca (?), poi siamo scesi sul (sic) quel ponticello che / è sul canale, e siamo salitti (sic) lungo la collina sino / ad arrivare a quel ruscello dove ci siamo fermati, / a bere per la prima volta che siamo andati lassù; poi ci / siamo incam<m>inati dalla parte opposta, al nostro primo (?) / posto. Il pomeriggio ero molto stanca: mi sono riposata / un poco, poi ho ripreso il mio lavoro di ricamo, che / ho lasciato ora per scriverti uno dei miei tanti scara/bocc<h>i. Mio povero Felice, devi trovare ben noiosi i /1v/ miei scritti, vero? / Cosa fai, mio Felice? Ti lasci sempre cullare dalla / malinconia? Ho (sic), se tu sapessi quanto è grande il / mio desiderio di esserti vicina, di vedere quello che fai, / di sentire la tua voce a me così cara, e di vedere / oltre tutto il tuo caro viso, non solo un istante, ma / sempre, sempre; sarebbe bello vederti anche poco: ma dopo / il destino è così doloroso, e bisogna lasciare passare / tanto tempo prima di ritrovare la pace del cuore, e / calmare e le sue tempeste e la sua rebellione (sic); ma sarò / lo stesso felice di venire a trovarti, poiché la mia (una parola non decifrata!!! ipotesi: la cura) attende (?) / tre (?), e con te la felicità di averti solo per me, anche / se la nostra separazione sarà dopo la cosa più dolorosa, / sa (sic) rimane sempre il ricordo delle ore felici. Oh! come / vorrei con le mie mano (sic) poter girare l’orologio del tempo / per poter che quel tempo benedetto sia tutto a noi. / Ricevi, mio adorato, i più fervidi auguri / e saluti della mia famiglia, da zii, e da chi tanto / ti ama e ti pensi (sic) tante carezze e baci. Ti amo perdutamente, mio caro Felice: sulla terra non vedo che / una cosa, e aspetto solo una cosa: te e il tuo amore. / Ancora una volta ti bacio forte forte, mio amato; / ciao, Felice mio: fa’ dei sogni dorati e pensi (sic) alla / tua piccola che ogni momento pensa a te con amore. / Buona notte, amor mio. Tua per sempre Josette (sottol.).

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