©Zizaburz
8b.: 3 lettere in buste; la prima delle solite dimensioni (15.5 x 12 cm circa), poi busta azzurra vista, poi busta bianca 138 x 95 mm.
(dx) Trobaso il 3.7.43 / (centrato) Mio caro Felice. / Ricevette (sic) oggi la tua 5ta lettera, che mi fece tanto / piacere, ma anche un po’ male; non credevo che il sapere / che quel (sic) uomo abbia parlato a tutto (una lettera canc.) Trobaso mi / deva (sic) struggere il cuore: ma, se mi ha fatto questo, avrà / da Dio il castigo che si merita per la sua poca lealtà: / e Dio lo sa bene lui come deve castigare; mi auguro / soltanto di contemplare un giorno ciò che Dio gli (una parola canc.) / riserba (sic). Ad altro non voglio pensare: non m’importa più / niente di lui; solo a ram<m>entarlo mi fa schiffo (sic) e / lo disprezzo e lo odio; oh sì, lo odio con tutto il / cuore. Il mio odio per lui è pari al mio amore per / te, che è l’uniqua (sic, francese?) cosa che io abbi<a> di grande e di / forte in me; sono rimasta un po’ male a qualche / parola da te scritta: ma, visto che ti ho fatto così soffrire, / è ben giusto ch’io (una sillaba canc.) soffri (sic) un poco a mio (una sillaba canc.) torno (sic); / non credere che io sia adirata con te: no, ti amo troppo, / e più (?) è una cosa di nulla per quionque (sic, francese?) la può / leggere: ma sono diventata così sensibile in questi tempi / che queste due parole mi hanno un po’ colpita al cuore; / ma nella vita col tempo si può dimenticare tanto, / e due parole vicino a tante altre non sono niente. / Non vorrei che tu credessi che siano parole rivolte per (?) /1v/ quel altro che mi abbi<a>no colpita: no, sono rivolte / alla mia persona, una ben povera persona; in verità / ora non ci penso più. Ti amo così tanto, e capisco / la tua col<l>era verso di me, perché è ben meritata, ma / posso osare di pregarti che se (una parola canc.) tu sentissi / ancora rancore contro di me, di dirmelo: mi fa così male qualche parola di compassione in mezzo / alla tua lettera. Perdonami se oso scriverti questo: ma / è una cosa che mi sta a cuore: non voglio essere / compatita; le parole cattive e ingannose non mi / fanno male come questo (?). Lo so che sono una ben povera / cosa, ma non voglio che me lo sia detto anzitutto da / te. Oh! Felice, se tu sapessi quanto ti amo e / come queste cose mi fanno male: ma nel<l>’amore / si può dimenticare tanto e trovare tanta gioia e / frlicità. Oh! come vorrei rifugiarmi nelle tue braccia / e trovare la pace; sentire le tue calde parole d’amore, / sentirti parlare del nostro avvenire ed essere felice / e vederti (sic) te felice. Sono contenta che la tua mamma / ti abbi<a> scritto; anche a me mi scrisse oggi: mi domanda / se ho ricevutta (sic) la sua lettera in risposta alla nostra: io no, e / tu? Dice che sta bene, e che è contenta che ci sposiamo. / Ti auguro ogni bene per il tuo viaggio: vorrei già / che tu fossi a Venezia di ritorno: / Amor mio adorato: ora termino inviandoti / tutto il mio amore e tanti baci da (?) chi sempre ti / pensa e ti ama. Tua Josette (sottol.). / Ciao, Felice caro: non essere in col<l>era per questa / lettera: io ti amo, tu sei la mia vita, la mia felicità; amo
(continua sul bordo sn in verticale)
solo te, e non amerò che te; per me sulla terra non esiste che / il mio Felice che amo, amo …. tanto. Buona sera, mio maritino adorato.
8b seconda lettera; busta blu vista 152 x 95:
Indirizzo, testo e mittente della mano Josette; indirizzo: (centrato) Soldato Furriere Ferri Fe(lice strappato) / 4a Base Tradotta Militare Balcani / caserma Edmondo Matter Distac<c>amento / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente: Josette Notaris Trobaso di Verbania / (Novara). Sul recto, in alto al centro, francobollo asportato, solito timbro di Trobaso, con la data “* 27.7.43(…) *” SICURO? VEDI DATA SCRITTA. Su foglio A4 quadrettato, non numero; a dx data.
(dx) Trobaso, 28.7.43 / (centrato) Mio bene amato. / Oggi asppettavo (sic) un tuo scritto, ma non ho (una parola canc.) / ricevuto niente: tu mi dimentichi, Felice? Se tu sapessi / come sono arrabbiata oggi! Figurati che questa mat<t>ina / sono andata al municipio con le tue carte, e quella cretina / che era là mi ha detto che non anno bene perché erano scritte / in tedesco, che bisognava rimandarle via e (una sillaba canc.) farle / ritornare scritte i<n> italiano; gli (sic) avrei spac<c>ato la testa a quella / inbecile (sic): poteva ben dirlo l’altra settimana alla mamma / che ci volevano documenti scritti i<n> italiano. Quissà (sic, francese?) / quando potremo averle queste carte? Prima di rimandarle / aspetto che tu venga: così vedrai anche tu. / Cosa fai, Felice? Pensi un poco alla tua / Josette? Io ti penso tanto; come è andata a Mestre / quando avete saputo che il Duce non c’è più? / Qui che casino: si danno tante di quelle botte; questa / sera i giovani fanno il funerale al Duce: chissà che / roba. I fascisti gli (sic) fanno star allegri: raccolgono quello / che hanno seminato! / Aspetto con impazienza il tuo ritorno: scrivimi (?) a / lungo. Ti mando i miei più cari saluti e baci: ogni / minuto il mio pensiero è rivolto a te: verrai, oh (?) Felice? / Ti amo e desidero tanto il tuo ritorno; tu sei tutta /1v/ la mia vita, e tu devi venire: <h>ai capito? Devi venire! / Ciao, amore mio: buona sera! Pensa a chi tanto / ti pensa, e ricordati: sempre e ovunque il mio pensiero ti / accompagna; ho così paura che tu non venga. / Dimmi, Felice, che tu verrai: sarei troppo infelice / se non vieni. Ho qui nel cuore una cosa che mi fa male, / molto male: la paura che tutto quel bel sogno che sto / faccendo (sic) giorno per giorno sul tuo ritorno debba crollare: / e mi fa male, così male. Felice, scrivimi che verrai, / che presto tu sarai vicino a me, e che potrò aver il tuo / caro viso nelle mie braccia, e cacciare via quei brutti / pensieri nel l’eb<b>rezza del nostro amore. / Ti amo, ti amo e ti voglio vicino a me: / ecco, caro: ti manda i più cari baci la tua / Josette (sottol.)
(poco sotto)
Ogni ora, ogni giorno è una tortura / quando si è nell’incertezza dell’attesa.
(poco sotto, una parola canc.)
Mon amour adoré: je voudrais me jeter dans / tes bras e<t> ecouter de toi les (una sillaba canc.) paroles le<s> plus belles / paroles d’amour; oublier (?) tout le monde dans tes baises (?) / Je t’aime, je t’aime: tout mon coeur est a / toi.
8b terza lettera; busta bianca 138 x 95 mm.
Indirizzo, testo e mittente di mano della madre di Felice (No! Notaris Luigia!); indirizzo: (sn) Soldato / Ferri Felice / 4a Base T. M. Balcani / caserma Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente: Sig. Notaris Luigia via M. Bottagino (?) 9 / Trobaso di Verbania (Novara). Sul recto, in alto a dx, francobollo asportato, parte di timbro, ed accanto a sn solito timbro di Trobaso, con la data “* 24.8.43 *”. Su foglio A4 a righe, non numero; una data in 1r a sn, un’altra 1v a metà circa, a sn.
(sn) Trobaso, 22.8.43 / Caro figlio. Se <h>ai ricevuto il mio scritto / da (sic) ieri sera, spero che non ti avrò troppo / afflitto. Questa sera sono stata da Josette: / oggi sta molto meglio, la notte scorsa <h>a / dormito e anche oggi in giornata se (sic) fatto dei / bei sonni; insomma oggi <h>a un p’ò (sic) di vita. / O (sic) parlato col proffessore (sic); ma (sic) detto che non / c’è di allarmarsi, e che per il momento non / può operarla causa che ah (sic) la tensione del / sangue troppo forte: bisogna che aspetta (sic); / insomma: si fa una cosa un po’ lunga, / che ci vuole della grande pazienza. Quella / ragazza vicina al letto di Josette va bene: ora si / alza; speriamo che verrà presto il giorno che / Josette potrà sortire convalescente, di averla / qua a casa; insomma: di pazienza cercheremo / di averne un p’ò (sic) tutti, e cercherò di non / lasciarmi così abbattere come <h>o fatto ieri. Tu / pure, Felice, tieni alto il tuo morale; pensa / che sarà questa un (sic) ultima prova, e vi / sarà (sic) dei giorni belli che ti attendano (sic). / Questa sera è venuto anche pappa (sic) a / trovare Josette, e dice di avere fiducia / nel proffesore (sic). In pappa (sic) in questi tempi / si fa un gran cambiamento: se avrò la / grazia di sentirlo l’uomo di prima, di (sic) / questo lo devo a te. Sento che, n<on>importa / qual cosa dovesse arrivare, mai verrai meno / del mio affetto: come potrei non volerti bene? / Ancora siamo senza tue notizie; speriamo /1v/ di averne oggi presto delle buone. Tua mamma. Peter anno (sic) scritto? / Ti auguro buona notte e ti bacio tua / mamma. Saluti affet<t>uosi da pappa (sic), Odette e / ragazzi. Tanti baci da Josette.
(due righe vuote, poi)
(dx) 24.8.43. / Avendo lasciato la lettera aperta, ti / aggiungo notizie di Josette. Questa / mattina c’è stato Jean a portarle dei fiori / per la cappella e la (sic) trovata bene: <h>a / dormito tutta la notte; allora vedi, Felice, / il cambiamento che fa da un giorno allaltro: (sic) / un momento sembra che vuol morire, ci / spaventa: poco dopo si sente di cantare, e / allora anche il proffessore (sic), quando si lamenta / che à male, la canzona. Di nuovo abbi / affet<t>uosi (sic) e baci. Tua mamma.
©Zizaburz