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Lettera 6b

Lettera 6b

 

6b: 3 lettere in busta, due senza.

 

due lettere, una su foglio A4 quadrettato, l’altra su mezzo foglio A4 quadrettato: la prima di mamma (di F?), la seconda di Josette.

 

6b prima senza busta, datata: Trobaso, 15.7.43

 

6b seconda senza busta: non numero, datata Trobaso 16.7.43

 

6b prima lettera in busta solita (15.5 x 12 cm circa): sul recto

 

Indirizzo e mittente della mano Josette; indirizzo: (sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4a Base T. M. Balcani / (centrato) Distac<c>amento / (centrato) caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente: si legge solo “ara”. E verso dx un timbro rotondo, visto (32 mm.) “STAZIONE (…) VENEZIA MESTRE” e la data “24.7.43 xxii 15”. Sul recto della busta, poco sopra l’indirizzo, a dx, il timbro di Trobaso visto, con la data “* 21.7.43 *” ed un altro eguale in alto dx ad annullare due francobolli, danneggiati, 20 e 5 cent.: il primo rosso col volto di profilo di Giulio Cesare (?), il secondo marrone con la Lupa capitolina, come in 4 di 5a, che ha il numero 27 sottol. in alto sn.: questa non ha numero né data.

 

prima lettera, prima busta Trobaso il (non data)

 

6b lettera 2 in busta azzurra 157 x 95 mm., lettera su foglio azzurro 150 x 248 non filigrana. Datata, non numero.

 

Indirizzo e mittente e testo della mano Josette; Sul recto, francobollo asportato, indirizzo: (sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4a Base T. M. Balcani Distac<c>amento / (centrato) caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre (sottol.). Sopra, quasi centrato, il noto timbro rotondo di Trobaso con la data “* 21.7.43 *” (NON CORRISPONDE?). Sul verso il mittente: “Josette Notaris Trobaso di Verbania / (Novara)” (Novara fra parentesi e sottol.).

 

seconda lettera, seconda busta Trobaso 31.7.43.

 

6b lettera in busta 3, 155 x 110 solite dimensioni e colore. tutto mano Josette: testo in caratteri più piccoli. non numero. Sul recto, mano di Josette, indirizzo: (sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4a Base T. M. Balcani / (centrato) Diistac<c>amento / caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. In alto verso d, il noto timbro rotondo di Trobaso con la data “* 23.7.43 *” (francobollo asportato). Sul verso il mittente: si legge solo (“Nova…“ con parentesi e sottol.).

 

terza busta Trobaso il 23.7.43

LETTERA 6B - DATA 15_07_43

 

6b prima senza busta, datata:

 

(sn) Trobaso, 15.7.43. / (quasi centrato) Caro Felice. / Già da giorni che oh (sic) avuto tuo gradito / scritto così pieno di affetto che ne rimango / confusa. In quanto a ciò che mi dici, / che se dovesti (sic) trovarti solo vieni <a> cercare / rifugio da me, in questo vedo una prova / del tuo affetto per me, che mi fa contenta. / Sappi, Felice, che un posticcino (sic) per te ci / sarà sempre, ma ti auguro di tutto / cuore la felicità che tu sogni, che / abbia a vederti arrivare pieno di vita, / che non abbia bisogno di sostenerti il / morale; come oh (sic) già detto a te e / Josette, se oh (sic) la grazia di vedervi uniti / e contenti per me sarà il premio delle / mie tribulazione (sic). Figlio caro, in questi / giorni siamo stati in pensiero per te / in seguito allo scritto di Sonia: ma / dallo scritto ricevuto ieri da Josette vedo che ora / ti è ritornata un po’ di calma. / Sento pure che ora <h>ai premura di poterti / sposare: ma ci vorrà che ti armi di / pazienza, che per le carte sarà un / affare un po’ lungo. Ieri sono stata /1v/ per avere degli schiarimenti: mi <h>anno / mandata da un ufficio all’altro senza / nessun risultato; in quanto a sposarsi / sotto giuramento, si può farlo in chiesa, / ma in comune c’è più di complicazione. / Ti terremo al cor<r>ente di quanto ci vuole. / In quanto alla salute di Josette, la pleura / va meglio: non c’è più pericolo: solo / ora per finire di riposarsi si è fatta / male <a> un piede: certamente ne sarai / al cor<r>ente di questo; spero che non sarà / tanto lunga a guarire. / Nell’attesa di avere la gioia di poterti / rivedere, abbi da noi tutti saluti / cari e un affet<t>uoso abbraccio da tua / (centrato) mamma. COME VA CON MADRI E FIGLI/FIGLIE?

LETTERA 6B - DATA 16_07_43

 

6b seconda senza busta: non numero, datata

 

(dx) Trobaso 16.7.43. / (centrato) Mein geliebter Felice. / Speravo ricevere oggi un tuo scritto, ma il / postino è passato e non mi ha portato niente. Sono / così triste quando non c’è posta per me; io vorrei / averne tutti <i> giorni, mentre so bene che quello è imposi/bile: ma sono così contenta quando ricevo tue notizie / che la giornata passa in un volo, principalmente ora /che non posso uscire per via del mio piede. Oggi comin/cia già a andare meglio; spero che la settimana ventura / potrò camminare bene; e dirti quante cose mi ha messo su (sic) / questo piede è una cosa impossibile. Hanno provato / del (sic) tutto per poter (sic) che guarisca subito, e credo che guarirà: / altrimenti ne avrei (sic) avuto per 3 mesi come ha detto il / medico; ma sai, non è mica il medico che mi ha / fatto guarire: è il la (sic) vecchia guardia di Trobaso, quello che / ha fatto guarire Giacoletti. A proposito di Giacoletti, lo (sic) visto / ieri sera, quando ero seduta alla finestra, e ti manda / i suoi saluti e auguri. / Oggi fa caldo da morire; mentre ti / scrivo, quasi ad ogni parola le devo scac<c>iare (sopra) le mosc<h>e; ho (sic) come / sono noiose: mi fa<n> venire i nervi quelle brutte bestiacce: / sono un vero flagello. /1v/ Facevo conto di andare domenica alla Farona (?), ma / ad<d>io montagne per un po’ di tempo: e pensare che si / sta così bene lassù mentre qui si muore per mancanza / d’aria. O<h>! se fossi un uccello, quanti viaggi farei; sono / sempre in mezzo ai bosc<h>i più belli. E poi vicino a te, / anche se fa caldo là dove sei, verrei lo stesso poiché ci sei / tu. / Sai, Felice, tu devi venire qui quando sarò guarita: / non posso restare così tanto tempo senza vederti: ti voglio / vicino a me. Voglio andare in montagna con te, lassù / sempre più alto, sino a quando saremo molto stanchi: /poi allora ci fermeremo per riposare e am<m>irare la vista / e quello che vi è intorno a noi: scenderemo la sera e ritorneremo l’indomani, e (?) poi stretti stretti ci lasceremo / cullare dalla canzone del vento, ascoldando (sic) muti (?) i bat<t>iti / dei nostri cuori che ci svelano il mistero per me incomprean/sibile (sic) del nostro amore, / là dove potremo senza timore / lasciare parlare il nostro cuore; ti darò tutto il mio amore, / la mia gioia, la mia felicità di esserti accanto: tu, mio / Felice, mia vita, mia gioia, mio signore e maritino / adorato, vorrai tu venire a rendere felice il mio cuore c’ha (sic) / tanto bisogno dell’amor tuo? / Ciao, mio bene amato: pensa a qui (sic, francese?) arda/mente (sic) ti pensa e ti desidera; ti amo più della mia / stessa vita; ti manda i più cari baci la tua / (dx) Josette (sottol.).

LETTERA 6B - DATA 27_07_43

 

6b prima lettera in busta solita (15.5 x 12 cm circa): sul recto

 

Indirizzo e mittente della mano Josette; indirizzo: (sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4a Base T. M. Balcani / (centrato) Distac<c>amento / (centrato) caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente: si legge solo “ara”. E verso dx un timbro rotondo, visto (32 mm.) “STAZIONE (…) VENEZIA MESTRE” e la data “24.7.43 xxii 15”. Sul recto della busta, poco sopra l’indirizzo, a dx, il timbro di Trobaso visto, con la data “* 21.7.43 *” ed un altro eguale in alto dx ad annullare due francobolli, danneggiati, 20 e 5 cent.: il primo rosso col volto di profilo di Giulio Cesare (?), il secondo marrone con la Lupa capitolina, come in 4 di 5a, che ha il numero 27 sottol. in alto sn.: questa non ha numero né data.

 

prima lettera, prima busta

 

(dx) Trobaso il (non data) / (centrato) Mio amore adorato. / Mi sembra di destarmi ora da un sogno troppo / bello; mi sembra un miraggio, un’allucinazione: ma è / proprio vero che sei venuto? Sono stata così felice di vederti, / di averti vicino a me perché ti amo così tanto che sei tutto / per me: sei una parte della mia vita, sei per me un altro / io, e non posso pensare un’avvenire (sic) senza te; ho bisogno / di te, del tuo amore, e sono così felice perché anche tu / eri felice, nevvero? Ho (sic) mi sono sbagliata leggendo nei tuoi / bei (sic) occhi questa felicità; dimmi: sei stato felice tu? Io / voglio vederti contento; voglio la tua felicità, che sarà / anche la mia; come vorrei che tu fossi ancora qui vicino / <a> me, ma sola con te, senza che qualcuno possa venire / <a> disturbare la nostra intimità: così sarebbe bello, no? / Ma tu ritornerai e andremo sui monti; partiremo / la sera e andremo dove vorrai tu: ma partiremo la sera, / e così sarà; tu pensi che i miei vorran<n>o: io ti dico / di sì: non sono ora la tua sposina? Poi non pensera/<n>o male, perché (una sillaba canc.) possono ben pensare che quando / si vuol fare del male non c’è bisogno di fare una / fatica d’asino a andare farne (sic) lassù, non ti pare? / E è (sic) poi del male desiderare <di> essere vicini tutta una / notte? No, te lo dico io. Dunque: andremo la sera; /1v/ sei convinto ora di quel che ti dico, Felice? Devi dire sì / perché è una cosa giusta! / Iieri (sic) sera che bagnata: ci siamo dovuto (sic) fermare / 3 volte per istrada (sic), così tanto era forte l’acqua che veniva / giù. Sono andata a letto, erano le 10; sai, ero convinta che / tu mi fossi vicino, ma allora, convinta (sic), non mi sembrava / di sognare: mi pareva di sentire le tue braccia stringersi / forte attorno a me, e e (sic) la tua bocca sulla mia; allora / ti chiamai forte, e il tuono (sic) della mia voce mi fece / aprire gli occhi: ero sola; che brutta cosa: avrei pianto della (sic) / disperazione. Ti assicuro che ieri sera avevo la febbre; / non ero ammalata, ma avevo la febbre: si vede che era / febbre d’amore; ahimé, è ancora più cattiva dell’altra, / perché fa male al cuore, ma se tu ritorni fra 10 giorni / passerà. Sei arrivato a buon porto, e come è andata? / Cosa ti hanno detto? <H>ai ricevuto la mia lettera? / Oggi c’è poco sole, ma si sta così bene; c’è un’arie/ttina (sic) così fresca: è un piacere essere alla finestra a scrivere. / Oggi aspetto quelle famose lettere: guai a te se non / le ricevo (plurali?). Ciao, mio grande amore: ti amo, ti amo e ti / voglio vicino a me; pensa a me, è (sic)! Caramente ti bacio / e ti saluto. O<h>! Felice, sono così contenta, così contenta che ora / il mio cuore canta della (sic) gioia, e vorrei che la mia canzone / giungesse sino a te portandoti tutto il mio amore. / Ciao, amore mio adorato; pensa la tua (dx) Josette (sottol.).

 

(Sul bordo margine sn in verticale dall’alto)

 

Oggi ho le labbra che brucciano (sic): se stavi ancora qui un giorno / non avrei avuto <la> tua bocca. Peggio per te.

LETTERA 6B - 31_07_43

 

6b lettera 2 in busta azzurra 157 x 95 mm., lettera su foglio azzurro 150 x 248 non filigrana. Datata, non numero.

 

Indirizzo e mittente e testo della mano Josette; Sul recto, francobollo asportato, indirizzo: (sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4a Base T. M. Balcani Distac<c>amento / (centrato) caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre (sottol.). Sopra, quasi centrato, il noto timbro rotondo di Trobaso con la data “* 21.7.43 *” (NON CORRISPONDE?). Sul verso il mittente: “Josette Notaris Trobaso di Verbania / (Novara)” (Novara fra parentesi e sottol.).

 

seconda lettera, seconda busta

 

(dx) Trobaso 31.7.43. / (centrato) Mio caro amore adorato. / Ricevette (sic) finalmente ieri la tua / lettera e cartolina; il tuo capitano è molto / bello e a me piace tanto; in quanto a’ / tuoi baffetti, ho avuto il piacere di vederli. / Mio caro: sono stata così felice nel / leggere il tuo scritto: le tue parole sono / la mia gioia, la mia felicità. Quanto / mi ami, ma anch’io ti voglio tanto, / tanto bene, e sarò (?) di più felice quando / sarò tua per la (in interlinea) vita davanti a tutti gli / uomini: quando sarò la tua mogliet/tina. / Non avrei mai pensato un’anno (sic) fa, quando ero così avvinta e (?) che la / vita oer me era una tortura, di trovare / questa grande felicità, questo grande / amore: vedere rinascere accanto a te / la mia fanciullezza, e l’allegrezza; / tutto questo lo devo a te, al tuo grande amore per me, e non saprò mai / come fare per contrac<c>ambiare tutto / quello che <h>ai fatto per me. Tutto quello /1v/ che ti posso dire è che ti amo, e amerò / solo te tutta la vita: che sono tua, tua / soltanto tua; e nessuno potrà ora strap/pare questo amore dal mio cuore, perché / vivo e vivrò solo per il nostro amore, / per te e i nostri futuri figli, e voglio / con tutta la forza del mio cuore fare / la felicità di qui (sic, francese?) mi vuole tanto / bene. / Forse quello che ti dico ti sembrerà / esagerato: ma è proprio vero; non avrei / mai creduto che l’amore, il vero amore, / fosse una cosa così bella; quando ero / ancora una bambina e che (sic) parlavo di / queste cose, dell’amore, pensavo sempre / <che> l’amore doveva essere una cosa grande, / forte, che in<n>alza due creature, rende buoni / e docili; che l’amore doveva essere il / paradiso sulla terra per due creature che / veramente si amano: e lo (sic) cercato questo / paradiso, o<h>! se lo (sic) cercato! Ma non lo (sic) / trovato: ho trovato soltanto l’inganno. / Poi dopo ho pensato: l’amore è tutta cosa di romanzo, di poeti che come me / hanno l’habitudine (sic) di sognare: in quanto / alla realtà, è tutt’altra. Poi ti ho conosciuto: / il tuo amore <ha> operato un miracolo in / me stessa, e infine ho trovato nelle tue / braccia il bel paradiso sognato da bambina, / e non lo voglio perdere (in interlinea) il mio paradiso: lo voglio / per tutta la vita. Oh, come ti amo mio / Felice! Dei ritornare presto da me, sì sì.

 

(segue sul margine sn in verticale dall’alto)

 

Ciao, amore mio; caramente ti saluta e ti bacia colei che ti ama tanto / (dx) la tua Josette.

LETTERA 6B - DATA 23_07_43

 

6b lettera in busta 3, 155 x 110 solite dimensioni e colore. tutto mano Josette: testo in caratteri più piccoli. non numero. Sul recto, mano di Josette, indirizzo: (sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4a Base T. M. Balcani / (centrato) Diistac<c>amento / caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. In alto verso d, il noto timbro rotondo di Trobaso con la data “* 23.7.43 *” (francobollo asportato). Sul verso il mittente: si legge solo (“Nova…“ con parentesi e sottol.).

 

terza busta

 

(dx) Trobaso il 23.7.43. / (centrato) Mio grande amore, mio amato Felice. / Ricevette (sic, come quasi in tutte) oggi il tuo espresso. O! (sic) come sono felice che / tutto sia andato bene, che non ti (interlinea) abbi<a>no messo in prigione. / Sei stato davvero così felice vicino a me? Non puoi im<m>agi/nare quanto le tue parole abbi<a>no datto (sic) la gioia al mio cuore: sono / così contenta quando so che tu lo sei , e non puoi credere quanto / desidero anch’io averti di nuovo vicino a me. Tu sei tutto per / me; l’unica mia ragione di vivere sei tu: e trovo e troverò la / felicità solo accanto a te, mio diletto. / Sai, Felice, non devi guardarmi così tanto, perché è una / (una sillaba canc.) brutta cosa quella che guardi; in quanto a guardare la mia / bocca, puoi davvero guardarla sulla foto: perché; se tu la vedessi / ora, la mia povera bocca fa pietà. L’altro ieri <h>a cominciato a / infettarsi (tre parole canc.) nel fondo delle labbra: è venuto (sic) fuori 5 o 6 furoncoli (sic) pieni di acqua, e adesso non posso nem<m>eno aprire / la bocca; lo (sic) subito disinfet<t>ati con l’alcolo (sic) e spero che li (?) potrò / guarire senza che diventano (sic) più grandi. Vedi, povera boc<c>uccia mia: / se non è guarita, quando verrai non la potrai più baciare; / la disinfetto 5 o 6 volte al giorno; è una cosa orribile, tanto più / che si vede: ma oso sperare che presto guarirà, così quando verrai / tutto sarà sparito. Oggi la mamma mi ha datto (sic) la purga / di olio di ricino: che cosa cattiva, mi fa male al cuore solo / al pensarvi a questo brutto gusto che <h>a. /1v/ Adesso basta con le lamentele. Ti voglio dire che sono così felice / che vorrei poter avere delle ali per volare da te nelle tue braccia; / non ti potrei baciare, ma pazienza: ti vedrei, e questo mi basta. / Sai Felice, domenica i miei vanno in montagna ed io ho una / grande voglia di andare: ma la mamma non mi vuole lasciare / andare, perché, quando sono venuta ad accompa<gna>rti, al ritorno ci / siamo fermati dalla Edné (?), e lei dice che ho preso freddo, perché mi / fa di nuovo un po’ male <l>a schiena; allora per questa domenica / addio montagna, almeno (sic) che cambia parere. Se ci vado, che bellezza: / ma sarà ancora più bello quando andremo noi due, vero? / Quando ci andremo, mi voglio inebriare (?) di felicità, di aria e / di amore: vivere, vivere! piena di gioia accanto a te. / Allora: ti piace la mia foto? E se andiamo, andiamo al / sabato e non alla domenica: cosa ne dici tu? / In quanto alla tua orribile bestiola, stai sicuro che appena / arrivata a casa non le ho lasciato il tempo di fecondare (?) la sua / maternità; non so nem<m>eno come ho fatto a non inviartela quella / brutta bestiaccia: e se mi porti ancora di questa razza guai a te: / ti dico che sei una bestia anche tu, ecco? / Mi dispiace che il tuo babbo sia stato am<m>alato. Quando vuoi, / salutalo per me, e dilli (sic) tante cose da parte mia; saluta la mamma / e dille che vorrei vederla. / Ciao, Felice caro: tanto ti penso, e ti sogno ardamente (sic); / sta bene: ritorna presto, mio dolce amore, perché ti voglio troppo / bene. Ciao, mio amato: lavora poco e pensa a (interlinea) me; tanti baci dal<l>a

 

(dal bordo sn, dall’alto, sottol. e connesso)

 

tua Josette.

 

(Segue sul margine sn, nella metà sopra)

 

ieri sono andata a cogliere le more (?) e mi / sono grafiatto (sic) tutta una gamba

 

(seconda metà in basso)

 

Ti ringrazio dei fiori: sono molto belli; gli (sic) ho messi con / gli altri nel mio libbro (sic) di messa”.

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