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Lettera 5a

Lettera 5a

 

5a: 4 + 2 o 3 + 1 o 2 + 1 lettere in 4 buste solite dimensioni (155 x 120 mm circa)

 

Indirizzo e mittente della mano Josette; indirizzo: (sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4a Base T. M. Balcani / (centrato) Distac<c>amento / (centrato) caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente: Josette Notaris / Trobaso di Verbania / (Novara).

 

prime 4 lettere, su 4 fogli A4 quadrettati, mano Josette, in prima busta. Questa ha sul recto a dx due francobolli in discrete condizioni: 20 cent. rosso con testa di Cesare di profilo, rett. marrone 5 cent. con Lupa Capitolina e stemma Savoia e fascio: per questi vedi in rete (bollocesarefel ed altro in ripristino): annullati con timbro Trobaso quasi completo; altro timbro identico 22.7.43 quasi al centro, poco sopra l’indirizzo.

 

Sul recto della busta, sopra l’indirizzo, centrato, il timbro di Trobaso visto, con la data “* 22.7.43 *” ed un altro eguale ad annullare due francobolli, 20 e 5 cent.

LETTERA 5A - PRIMA BUSTA - QUATTRO LETTERE

LETTERA 5A - BUSTA 1 - LETTERA 1 - JOSETTE - DATA  28_06_43

 

Prima busta, prima lettera. Ha il numero 8 in alto sn.

 

(dx) Trobaso il 28.6.43 / (centrato) Mio caro amato. / Ieri ti scrissi per darti con<n>otati sulle carte / che ci vorrebbe<ro> per sposarsi. Ieri la mamma è andata / al municipio a chiedere precisione (sic) per lo stato libero / per cui (sic) bisognerà che io vada dal procuratore, siccome / (una sillaba canc.) la Francia non rilascia più carte per l’Italia: / e lui mi dirà (una sillaba canc.) che cosa debbo fare; e per te hanno / detto che tu devi scrivere dove sei nato e battezzatto (sic) / per chiedere il tuo estratto di battesimo, e il comune / di là deve scrivere in Isvizzera che ti rilascino il / stato libero: (una sillaba canc.) quello che sarà facile per te. Hanno detto / alla mamma per me; appena (una sillaba canc.) il babbo avrà / un giorno libero, oppure qualche sera di questa / settimana, andremo dal procuratore per aver / delle spiegazione (sic) e per mettere in corso (sic) i documenti / (una parola canc.) neccesari (sic): se per te ci vuol (sic) altre formalità, te / lo farò sapere. Per il momento tu scrivi dove sei / nato e battezzatto (sic) per aver l’estratto di battesimo: / devi scrivere al comune che chiedano loro il tuo stato libero in Svizzera (sic); spero che adesso non / cambieranno il modo di vedere, e che il procuratore / ci dica come al municipio (una sillaba canc.): per adesso tu / fai come ti ho detto, e quando avrai le carte /1v/ mandamele a me. Credo che adesso comincia il bello con / queste carte: speriamo che da qui a Natale siano pronte. / Oh Dio! Come vorrei già che tutto questo sia (sic) finito ed essere / la tua mogliettina: ne sarei così felice! / Ieri ho fatto poc<h>e cose; la mamma ha voluto che / io andassi a letto: così ho quasi dormito una buona parte / della giornata; poi ho ricamato un po’: sto faccendo (sic) un / piccolo ricamo a un centrino di (sic) tavolo; ora quando / avrò finito di scriverti sarà quasi ora che vado (sic) a letto. / E tu mio caro amore cosa fai? Sei sempre a Mestre? / Come passi le tue giornate? Dim<m>elo: mi farebbe così piacere / sapere quello che fai. Dimmi: il Peter ti scrive? Cosa fa? / Oggi aspettavo una lettera di te, ma niente: sarà per domani. / Se tu sapessi (una sillaba canc.) che caldo fa qui: si soffoca principalmente / la notte; a (sic) tutti <i> momenti sono sveglia, e lungo la notte / quando non si dorme; ma peraltro (sic) penso tanto a te: / questo mi fa passare il tempo. / Nell’attesa di un tuo caro scritto, ricev,i amor / mio, i più fervidi auguri e saluti di tutta la mia / famiglia, e da chi tanto ti ama e tanto ti pensa / i più cari baci. / (dx) Tua per sempre. Josette (sottol.)

 

(segue, allineato a dx)

 

Pensa, mio amor adorato, che la tua / piccola non ha che un desiderio: vederti felice, perché / ti ama tanto.tanto. Ciao Felice caro: Buona notte: fa / dei sogni dorati. Tausend Küsse.

LETTERA 5A - BUSTA 1 - LETTERA 2 - JOSETTE - DATA 29_06_43

 

Prima busta, seconda lettera. Ha il numero 9 in alto sn.

 

(dx) Trobaso 29.6.43 / (centrato) Amato mio Felice. / Oggi è giorno di festa, s<an>t Pietro, ma non / ci sarà niente di bello perché siamo in tempo di guerra: la giornata si annuncia abbastanza bella, con un’arietta / fresca. Questa mat<t>ina sono andata alla messa delle / 7, e nelle mie preg<h>iere non dimentico mai il mio / Felice. Come vorrei averti vicino a me oggi, e chissà / come si sta bene nel bosco lassù dove siamo andati / parecchie volte: ma questo lo posso solo sognare; tu sei / lontano ed io sola sola; andarvi sola non mi va: / troverei lassù il ricordo delle ore felici passate assieme, / ma anche il (una parola canc.) rimpianto di essere sola, e sarebbe / troppo doloroso per me ricordare delle ore che non dimen/ticherò più (?): momenti felici nei quali per un attimo / ho visto brillare nei tuoi occhi la felicità; oh, come / vorrei sempre vedere brillare nei tuoi occhi quella / fiamma ardente di gioia e di passione: ma vi / riuscirò col mio amore. Oh, se tu sapessi come ti / amo, o Felice; tante volte questo amore mi fa così / male: mi pare di soffocare, non potendo sfoggare (sic) / l’impeto della mia passione per te, di quel<l>’ amore / che non ti posso dare poiché la lontananza ci separa; / ma verrà il giorno in cui verrò a trovarti, e allora (?) /1v/ potrò dirti quanto ti amo, potrò baciare il tuo viso che / tante volte sogno la notte; forse tu ti stancherai del mio / amore: allora mi manderai via, nevvero? Oppure sopporterai / quei (sic) impeti amorosi che sono soliti a prendermi. Adesso, a dire / la verità, non riconosco più il mio cuore: ho (sic) che sia lui che / è pazzo, oppure io che lo divento; almeno (sic) che <non> sia la febbre / che mi faccia (una sillaba canc.) sragionare così: ma non credo, perché non è / abbastanza alta. / Dalla mia finestra dove sto scrivendo posso / contemplare il monti (sic), e colla mia im<m>aginazione vorrei / poter andare oltre quelle vette italiane su su fino ad / arrivare in Isvizzera, e lassù su un’alta montagna / piantare per quindici giorni la nostra tenda, perché, / ben inteso, (sic) se ci vado non è <da> sola, ma con te, e vivere (?) lontano dai cattivi il nostro più bel sogno d’amore: / tu ed io in mezzo a l’im<m>inente natura col nostro / amore sotto la protezione del Signore; ma un giorno / quello che ora è un sogno dovrà diventare realtà, / nevvero, amor mio? / Adesso basta fantasticare: devo prepararmi per / andare <a> fare l’iniezione, perché è quasi mezzogiorno. / Questo pomeriggio forse vado a letto: e tu cosa fai? / Amor mio adorato, la tua Josette ti manda un / lungo bacio e un forte abbraccio. / (dx) Tua Josette (sottol.).

LETTERA 5A - BUSTA 1 - LETTERA 3 - JOSETTE - DATA 19_07_43

 

Prima busta, terza lettera. non ha numero in alto sn.

 

(dx) Trobaso il 13 (19?).7.43 / (centrato) Mein lieber lieber Felice. / Ricevetti oggi con grande gioia la lettera n.° 11 / che mi mancava; quanta gioia nelle tue parole / e come sembravi felice quando l’<h>ai scritta. <H>ai vera/mente un bel lavoro, e ne sono molto contenta per / te: così non ti (una parola canc.) stancherai più troppo. <H>ai mes/so anche la mia foto sulla tua scrivania: il tuo capi/tano non ti dice niente? E la (sic) quale <h>ai messo, / la grande? Non credo, perché era sciupata: quale / allora? Credi forse che quelli che mi guardano non / devono vedere qualque (sic) cosa di bello? Dicono che / sono brutta, nevvero? In quanto ad essere solo tua, / <di> quello ne puoi essere certo: sono tua per la vita, / e mai più nessuno potrà strapparmi l’amore / che ho per te, anche con brutte storie. Ti amo, ti amo: / niente e nessuno non (sic) potrà mettere una barriera / davanti alla strada così bella che percor<r>e il mio / amore: ho imparato a duro prezzo cosè (sic) per me il / tuo amore, ne (?) ho bisogno come si ha bisogno dell’aria / per vivere; in te troverò la felicità, la gioia, la vita, / e non voglio perderti più più; tu sei mi<o>, e / ti voglio tenere per me sola tutta la vita /1v/ Oggi ho ricevuto posta di tua mamma: dice che / è quasi guarita, ma la sua gamba è ancora un / po’ gonfia, e che presto va al lavoro. Mi ha inviato / il tuo estratto di nascita, ma non ancora mi ha / detto che tu sei stato battezatto (sic) in Italia: allora biso/gnerà (?) rivolgersi qui per queste formalità; quando / avrò finito di scriverti, gli (sic) devo scrivere se lei può / avere il tuo stato libero nel più corto tempo: se / non può, verrai tu a fare il giuramento. Puoi (sic) mi dice che Fe(…)ili (?) vuol a tutti <i> costi venire in Italia / e che la Dirce (?) gli ha detto di venire; la tua mam/ma mi prega di andare dalla Dirce (?) a imfor/marmi (sic) di quanto è accaduto, e cosa scriva (sic) Fe(…)ili (?) / anche per fare piacere alla tua mamma. / Oh, come vorrei che tu venissi qui 2-3 giorni (?)! / Sarebbe una vera gioia. / Ora, mio Felice, termino inviandoti i / miei più cari saluti e baci; oso sperare che quel / bigliettino ti sembra (sic) vero! / Caro Felice adorato: la tua Josette ti pensa / giorno e notte, e vorrebbe essere assieme a te / sempre. Ti amo e ti bacio caramente. / (dx) Tua per sempre Josette (sottol.).

LETTERA 5A - BUSTA 1 - LETTERA 4 - JOSETTE - DATA 22_07_43

 

Prima busta, quarta lettera. ha il numero 27 sottol. in alto sn. (mano di Josette?)

 

(dx) Trobaso il 22.7.43 / (centrato) Amato mio Felice. / Ricevetti ieri la tua lettera del 15: come mai met<t>ono / così tanto a venire qui? Io non ci capisco più nulla: 7 giorni / per venire sino <a> Trobaso; ma infine ne (?) sono così contenta / di averla ricevuta. / Felice, sai che io scrissi a Pesina (?) dove sei stato / battezzato, (sic) e il parocco (sic) mi dice che queste carte le devo chiedere / a Schiaffusa, che è il parocco (sic) di là che me le deve inviare; / adesso scrivo subito un espresso alla tua mamma, che faccia / lei il necessario (sic): ti assicuro che <c’> è da diventare pazzi con queste / carte. / Sono andata anche a chiedere al prete per fare fare (sic) / la lettera di (sic) mandare al tuo comandante; non voleva farmela, ma poi me l’ha fatta lo stesso: così, se tu vieni in licenza, devi / andare a ringraziarlo. Adesso ti scrivo quello che mi <h>a messo (sic): / “Illustrissimo Signor Comandante 4° Base T. M. Balcani. / La famiglia della fidanzata del soldato Ferri Felice, / sulla vostra dipendenza, vi sarebbe gratissima se voleste incidere (sic per concedere?) / al medesimo una piccola licenza per il disbrigo delle prati/che necessarie per il matrimonio. / Scusate se oso prendermi questa libertà e vogliate credermi. / Vostro obbligatissimo / Sacc. Antonio Rossi Prevost (?) / di Trobaso di Verbania”. /1v/ Va bene così? Poi ci ha messo il timbro della par<r>occ<hi>a; dimmi se va / bene: io la spedirò lunedì o martedì. / O<h>! Felice, che gioia se tu puoi venire. Sono così felice di averti / qualche giorni (sic) vicino a me, non solo qualche ora; ma, anche fosse poco, / non importa: io non posso restare tanto tempo senza vederti, Felice; ti voglio troppo bene e ho troppo bisogno del tuo amore: io vorrei averti / sempre sempre con me./ Iieri (sic) <h>a piovuto tanto, ma oggi c’è un bel sole, un cielo / senza nubi, e mi piace guardare fuori dalla finestra; ma come sare<b>/be cento volte più bello lassù sui monti, a respirare quella buona / aria pura e a l’ombra degli abeti sognare di una vita diversa di (sic) quella / che facciamo ora, quando saremo sempre assieme, a casa tua: ma / sarebbe molto bello anche qui poter passare qualche giorno su quelle / belle vette Italiane con te, e trovarci (?) lassù il nostro nido d’amore, / lasciarsi cullare dalla canzone del vento, ascoltare il canto degli / uccelli, il mormorio degl’alberi, e poter senza timore lasc<i>are parlare / il nostro cuore vivendo in quell’ebbrezza il nostro bel sogno d’amore. / Come ti amo, Felice: quando penso troppo a te mi sembra / d’impazzire: ti amo e ti voglio vicino a me. / Ciao mio amore: pensa a qui (sic, francese?) perdutamente ti amo (sic) e ti / vuole vicino; ricevi i miei più ardenti baci e carezze. Tua per la vita / (dx) Josette (sottol.). / Auf wiedersehen, mein lieber Gemahl./ Wann kommst du? Freitag? Ya.

LETTERA 5A - SECONDA BUSTA - TRE LETTERE

LETTERA 5A - BUSTA 2 - LETTERA 1 - JOSETTE - DATA 15_07_43

5a seconda busta, prima lettera, dal foglio A4 intero:

 

(dx) Trobaso il 15.7.43 / (centrato) Mio caro Felice. / Ho ricevuto oggi il tuo espresso con grande gioia, / ma sono anche un po’ adirata con te: non dovevi / sgridarmi se non ho scritto che la tua mamma / era am<m>alata, perché non ho giudicato utile met<t>erti in / pensiero, giacché quando tua mamma mi scrisse / stava molto meglio; credimi: non sono così sciocca / di (sic) non sapere cosè (sic) il mio dovere in caso che la tua / mamma stesse veramente male, e non credo di essere / colpevole, perché non ho fatto che aderire (sic) alla volontà / di tua mamma, che avrebbe agito altrimenti / in caso che stesse veramente male; sono certa che / rimar<r>à molto male quando saprà come le sue / volontà sono state rispettate, che io mi sono fatto / un dovere a (una parola canc.) eseguirle per il tuo bene, / sapendo che la tua vita laggiù ti dava molta / fatica, e visto il colpo che <h>ai avuto per quello / che è successo fra noi. / Dunque a parer tuo sono una senza / cuore, e solo Sonia è la più intelligente: lei / sola può capire ed aver cuore per te dicendoti ad<d>irit<t>ura che la tua mamma è moribonda. /1v/ Credo che un giorno tu <h>ai giudicato diversamente quella signora che un giorno mi dette la notizia / che mia nonna era morta: se dunque a parere tuo / aver cuore è proprio dimostrare <di> non averne, non / so allora se tu sei ben convinto ch’io ti amo? E se un / caso simile si ripeta (sic) stai pure certo che i tuoi ordini / saranno eseguiti. / Tu mi dici di andare dal prete per farti / venire, ma le tue carte devono (una sillaba canc) assolutamente / venire dalla Svizzera, perché altrimenti il tuo / matrim<on>io non sarà valido nel tuo paese, cosi<c>ché / in faccia alla legge (una sillaba canc,) Svizzera noi non saremo (sic) / sposati, capisci? E per ciò bisogna attendere / con pazienza che queste carte vengano. Ho scritto / di nuovo alla tua mamma, poi ho scritto a / Pesina (?) per il tuo extratto (sic, francese?) di battesimo: avrei / tanto piacere però a rivederti. Oggi ho inviato la / mamma dal procuratore a chiedere ogni im/formazione (sic) per te: poi ti scriverò se c’è qual/che cosa di nuovo; se v<u>oi venir qui, posso dire lo stesso al prete di scriverti che è necessaria la / tua presenza qui per via delle tue carte: fam<m>elo / sapere.

LETTERA 5A - BUSTA 2 - LETTERA 2 - JOSETTE - NO DATA

 

Dai mezzi ff. A4 il primo, non datato:

 

(sn) Felice caro. / Non devi giudicare male le mie parole, ma devi / anche capire che quello che ho fatto lo (sic) fatto per il / tuo bene; nes<s>uno come me e la mia mamma poteva / capire meglio che questa notizia sarebbe stato un altro (sic) / colpo per te, e dunque mi fa molto male la tua / poca comprensione in questo verso di me, e biso/gnerebbe a mio parere essere veramente senza cuore / per vibrare a l’uomo che si ama un altro / colpo: non credi? / Ho letto con molta gioia gli altri fogli /1v/ e sono contenta che tu mi capisci. È vero, in questi giorni / il mio cuore mi dà molto da fare; sono così nervosa, visto alla (sic) dovuta im<m>obilità del mio piede che non posso muovere, e chissà per quanto tempo: dunque ho / i nervi molto scossi e il mio cuore non mi lascia / la pace. Tutto è contro la mia tranquillità: è dunque / meglio che tu non venga sino ch’io sia guarita; tanto / non posso n’è (sic) muovermi il piede n’è (sic) cam<m>inare: / pensa che allegra licenza tu avresti venendo qui. / Il dottore dice qua (? francese) se il gonfiore persiste bisognerà / farli un taglio per fare uscire il puss (sic); FORSE CONTINUA SU 1v DEL SECONDO MEZZO A4

LETTERA 5A - BUSTA 2 - LETTERA 3 - JOSETTE - NO DATA

 

Ciao, mio amore adorato. Ti penso continual/mente (sic), e la mamma <h>a detto di non aver / paura ch’io vada in guai (?), che puoi dormire / tranquillo visto il pocco (sic) simpatico male di piedi / ch’io ho; lei ti manda baci e saluti , come pure tutta / la famiglia ti saluta. / Mio (?) caro amore, ti vorrei baciato (?) follemente: tu / invece di inviarti un monte di baci che non son / baci perché tu sei là, ed io qui. / Caro (?) mio amore, ti amo, ti amo: / dimmi che verra<i> quando sarò guarita? / Mi farai contenta come una regina.

 

(Sul bordo sn in verticale dall’alto):

 

Pensa che la tua Josette ti ama oltre / ogni dire. (dx) Tua Josette (sottol.)

 

/1v/ basta che guarisca così, perché ho una paura folle / dei tagli che fanno i dottori senza addormentare / il piede; ma oggi sembra che vada meglio: voglia / Iddio farmi guarire presto. / Felice, mia vita, mio amore, sei veramente / un fakiro (sic) per aver capito così bene cos’era in me, / ed io ti amo così tanto che vorrei non lasciarti mai / mai, averti per me sola sempre; dimmi che verrai: / ho tanto bisogno di vederti, quando avrò guarito il / mio piede, andare lontano con te e dirti il mio / amore, la mia gioia di averti vicino.

 

(Sul bordo sn in verticale dall’alto)

 

Perdona la scrittura: ma quando si / è am<m>alati non si è padrona (sic) dei suoi (sic) / nervi.

LETTERA 5A - TERZA BUSTA - UNA LETTERA

LETTERA 5A - BUSTA 3 - LETTERA 1 - JOSETTE - NO DATA

 

5a terza busta, lettera datata, su bifolio da quaderno senza numero:

 

(dx) Trobaso 10.7.43 / (centrato) Mio Felice tanto caro. / Sono molto triste oggi nel / sapere che tu sei così in pensiero / per la tua mamma mentre invece / lei è guarita; non <so> cosa sia passato / in mente alla Sonia per scriverti / una cosa simile. Ti dico: quella rag/azza diventa ogni giorno più stupida / ma oso sperare che adesso sei tranquillo / per quanto riguarda la tua mamma. / Domani, se tutto va bene, vado /1v/ in montagna: come sono contenta; / spero che non mi venga febbre, oppure / che <non> faccia brutto. Oh, come sarebbe se / tu potessi venire anche tu (sic): sarebbe per / me una vera gioia esser lassù alto / alto con te, mio amore adorato; sare/bbe (sic) per me il più bello dei sogni; ti / racconterò domani come ho passato la / giornata. / Oggi fa un caldo terribile: si / soffoca; basta che non faccia così caldo / domani, perché con il caldo non /2r/ posso cam<m>inare: andiamo via di / casa alle 8½. Oh! Felice, perché non sei qui anche tu? Sarebbe così bello! / Oggi ho pensato molto a te, e / vorrei poter venire laggiù con te su/bito: ma purtroppo! / Ora termino, mio caro, perché / la mamma vuole che vada a letto / presto. Ciao, Felice caro: fa’ dei bei / sogni, pensa alla tua Josette che ti / ama alla follia. Ti mando un / fulmine (sic) di carezze e baci; ti amo, ti amo / perdutamente, mio caro amore. / (dx) Tua per sempre Josette (sottol.) /2v vuoto/

LETTERA 5A - QUARTA BUSTA - UNA LETTERA

LETTERA 5A - BUSTA 3 - LETTERA 1 - JOSETTE - DATA 25_07_43

 

5a quarta busta; altra lettera: datata, su foglio A4, senza numero corroso alla metà orizz.: IL PROBLEMA è LA SUCCESSIVA, DI ALTRI

 

(dx) Trobaso il 25.7.43 / (centrato) Mio amore, mio Felice adorato. / Ricevetti ieri la tua bella cartolina, e attendo con / impazienza la tua lettera, e con ancora maggiore impazienza / il tuo ritorno. Oh, Felice! Come vorrei averti vicino a me: / sono così sola senza di te, senza il tuo amore; ti amo, / Felice, e ho bisogno del tuo amore, capisci: allora devi venire da / me, mio adorato. / Quando penso che forse tu sarai (una parola canc.) presto da / me, mi riempi il cuore di gioia: lo sento battere forte forte / come un piccolo pazzo; come ti ama quel piccolo cuore / ad ogni momento (alcune parole cancellate dalla corrosione) tuo, tutto tuo: senza di te / non potrà più vivere. Tante volte mi fa così male il mio / cuore ch ho paura, paura di questo grande amore che ora / ci è entrato dentro: ma so che tu mi vorrai sempre bene / tutta la vita, e che tu sei buono e non lo farai mai soffrire / il mio cuore: vero, Felice? Ma neanch’io non (sic) voglio più fare / soffrire il tuo, mai: voglio vederlo battere solo nella felicità, / e se accade che soffra per colpa mia me lo devi dire, Felice, / perché tante volte si può fare soffrire senza pensare: ed io / ti voglio contento contento, perché ti amo pazzamente. / Mio caro amore, ho un male di ventre da morire: / non ne posso più, ed ora devo terminare perché mi fa / troppo troppo male. Questa mat<t>ina la mamma mi ha /1v/ comperata la stoffa per fare un soprabito e una gonna marrone (?); / voglio essere bella bella per te: non v<u>oi tu? / Questa mat<t>ina ho messo a posto tutti i tuoi vestiti, così / troverai tutto pronto quando verrai. / Ora, mio amore, termino inviandoti i più / ardenti baci della tua / (dx) Josette. /

 

(centrato, 3 linee sotto)

 

La mia bocca guarirà: allora ti mando un fulmine / di baci e carrezze (sic); ciao mio amato, buona sera. / Cosa fai ora? sono le 8½.

LETTERA 5A - NO BUSTA - LETTERA 1 - CARLA- DATA 31_08_43

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5a. lettera senza busta coerente, foglio A4 liscio, quasi cartoncino giallo chiaro, non filigrana. Penna, mano molto elaborata, mittente non identificato. Vedi biglietto da visita. Si rispetta pressoché completamente la grafia. Il punto fermo seguito da una lineetta

 

(dx) Brescia, 31 agosto 1943. / Stavo proprio pensando a Voi, Felice, e credevo che foste / già partito da Mestre, quando ho ricevuto la Vostra lettera che / ho letto con molto piacere. / Vedo che non dimenticate il nostro incontro; anch’io, sapete, / ricordo il viaggio sul treno 193, e credo che non lo dimenticherò. / Sono stata contenta che il caso mi abbia dato la possibilità / di conoscervi, ed ancora Vi ringrazio per la buona compagnia / che mi avete fatto. / Mi spiace non potervi accontentare mandandovi una mia / fotografia, ma di recenti non ne ho: le ho lasciate tutte a casa. / Vuol dire che non appena ne avrò una Ve la manderò. Va bene? / Io sto abituandomi a vivere qui, ma spero di poter tornare / presto a casa. Vorrei rivedere la mia Milano, benché sia / una pena vederla così danneggiata. Capisco adesso quanto / sia triste essere lontani dalla propria città, e comprendo anche / la Vostra pena per essere ormai da anni lontano dalla vostra / casa e dalla famiglia. / Ed a Mestre cosa fate di bello? Raccontatemi qualcosa / di voi; mi siete stato subito simpatico e mi piacerebbe / che potessimo diventare veramente buoni amici. Vi va / la mia idea? / In quanto a rivederci, chissà …… Può darsi benissimo / che in avvenire ci si possa nuovamente incontrare; nessu/no può sapere quali sorprese riserva la vita: è così / strana! Due settimane fa non ci si conosceva ed ora eccoci / diventati amici. / (centrato) Vi ricordo e ricambio saluti cari. / (dx): Carla (sottol.) / (sotto, centrato) I miei genitori ringraziano e ricambiano saluti.

 

1v vuoto.

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