©Zizaburz
3b: due lettere, una su un foglio A4 quadrettato, l’altra su 2 ff. 13.8 x 20.3 quadrettati, mano Josette; le ordino per data.
3b prima lettera:
(dx) Trobaso il 25.6.43 / (centrato) Mio caro amore / dopo aver terminato il mio / lavoro voglio dedicare un pansiero a chi tanto / voglio bene. Neanche oggi non ho ricevutto (sic) / niente di te: forse sarà la posta che non / va, ho (sic) forse tu sei ancora adirato con me: / spero di no! / Iieri (sic) sera dopo averti scritto / dovetti coricarmi, avendo un po’ di febbre; / la mamma mi mette sempre la ventousa (sic, francese?) / e la senape: sino ad oggi non sento / alcun miglioramento; questa mat<t>ina / avevo ancora 38 di feb<b>re, e questa sera / altrettanto. Stamani sono andata / dal dottore di (una sillaba canc.) Trobaso con la /1v/ la (sic) mamma: nem<m>eno lui trova un / miglioramento; mi ha datto (sic) delle in<i>ezioni / da fare, a base di canfora, di uova e / olio, per fortificare il sangue e sostenere / il cuore. Questa sera sono andata dalla / Signorina Zanotti imfermiera (sic) della Croce / Ros<s>a: è lei che me le farà; ne ho già / fatta una una mezz’ora fa: lei non / mi fa male, ma dopo mi bruccia (sic), ma / basta che mi guarisca: dopo al male / non bisogna pensarci, nevvero? / Sai che quel stupido di Concomes (?) / mi aveva fatta la carta per andare al / lavoro, e il dottore di Trobaso mi ha / datto (sic) ancora 10 giorni sino a lunedì / puoi (sic) mi ha fatto il supplemento / dello zuc<c>hero. Non debbo uscire. /2r/ ti assicuro che faccio di quelle sudate / a casa: qualche cosa di noioso, perché / sono sempre bagnata: ma anche tu / nevvero devi essere senza fradice (sic) del / sudore, con quel caldo e i vestiti che / tu porti. Dimmi, (una lettera canc.) Felice, hai ancora / la tosse tu? Ti senti ancora male? / Saresti forse am<m>alato, che non scrivi? / Mi auguro di no, perché ne sarei / molto addolorata, essendo nell’impos/sibilità di portarti le mie cure, che / in verità sarebbero poche, ma avrei / almeno il conforto di esserti vicina / e di (una parola canc.) vedere come stai: ma spero / che di questo niente è vero? (sic) / Felice caro, se tu sapessi / quanto ti penso e quanto ti voglio /2v/ bene: la notte quando non posso dor/mire, non posso dormire (sic), penso tanto a / te, mio adorato: ti vedo passare davan/ti ai miei occhi, a volte triste, a volte / (due sillabe canc.) sorridente e felice. Oh! come / vorrei sempre vederti così, sempre allegro / scherzoso: anche serio, ma poter leggere / nei tuoi occhi la felicità, la gioia / di vivere; con tutto il mio cuore mi / voglio adoperare a fare rina<s>cere nei / tuoi bei occhi la felicità e splendere / la gioia: (una lettera canc.) e lo voglio e ci (una parola canc: e corretta sopra) riuscirò, / ne sono certa. / Amore mio adorato, ora sono le 91/2 / questo pomeriggio ho cucito un po’, e / adesso quando avrò finito di scrivere vado / a letto. Mio caro Felice, la tua Josette ti / manda tanti saluti, carezze e baci / sino a che mi addormento: ci vorrà un /
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bel po’ di tempo. Penserò tanto a te, a noi, e preg<h>erò molto / la Madonnina per il nostro amore. Viel<e> viel<e> Küsse von deine<r>(?) / Josette.
3b seconda lettera:
(dx) Trobaso il 26.6.43 / (centrato) Mio adorato Felice. / Oggi dopo 4 giorni di attesa ricevetti / finalmente posta di te, e di tua mamma, che / mi dice di essere in ottima salute, e che è pazza / di gioia a l’idea che presto ci sposiamo; lei / asppetta (sic) con impazienza il giorno in cui ritornarai (sic) / in (Isev canc.) Isvizzera con me: così, dice, lei avrà una / bella compagnia e sarà la più felice di tutte le / mamme. Io mi voglio adoperare con tutta la / la (sic) mia energia per farvi felici entrambi: che / sarà per me una cosa tanto facile poiché vi / amo tanto; non credere che farò quello per / pietà oppure compas<s>ione: se questo non sarebbe (sic) / anche la mia felicità non lo farei, perché se non / ti amassi non mi sacrificarei (sic), e non ti avrei / chiesto di perdonarmi: io ti amo, ti amo; quando tu partisti crede<tt>i svenire dal grande dolore che / sentivo al cuore: la mia coscienza mi torturava / ram<m>entandomi la mia ignobile condotta passata / e il tuo dolore così im<m>enso e palese davanti / a quello che ti avevo fatto: mi sembrava che / il destino si derideva (sic) di me portandoti lonta/no. /
(sul bordo sn in verticale. ma il testo segue a 1v)
Il Peter <h>a scritto a tua mamma che sta bene. La Iuili (?) vuol / venire in Italia: forse la mamma te l’ho (sic) avrà scritto il perché; / se no, di<m>melo: te lo scriverò io. Domani ti scriverò un’altra cosa, ciao / amore
/1v/ di me. È vero che sono stata <sul> serio indegna / del tuo grande amore: ma, se Iddio mi darà / la gioia di farti ritornare per sempre da me, / tu potrai dirmi: “Josette, vedo che veramente mi ami”. / Felice, lo so che la mia prima lettera ti aveva / lasciato alquanto delluso (sic): sono quasi 6 giorni che / continualmente (sic) penso a quello che è accaduto, e / cerco di met<t>ermi in possibilità di rispondere / lealmente a quello che tu mi hai già chiesto. / È orribile: non posso veramente rispondere di più che / quello che già ti dissi. Vorrei poter (sporofo canc.) / sprofondare me stessa, chercare (sic, francese?) in me, nei più / scuri cantoni della mia anima: non mi (sic) riesco; / vedo un vuoto immenso e nero, e non posso più / andare oltre. 100 volte mi son chiesta “Perché <h>ai fatto chiesto (sic)”, e 100 volte ne è uscita la risposta che / io ti ho detto. Forse un giorno potrò veder chiaro in / me: e se questo avver<r>à stai certo che te lo dirò; / anche se questo dovrebbe (sic) farti male, te lo dirò per/ché te lo (sic) promesso; ma quello che p<u>oi (esere canc,) esserne / sicuro <è> che non ho mai cessato di amarti. Io / sono tua, tua, e sempre lo (in interlinea) sarò. Felice, questa sera / vado con la mamma dal prete, e poi domani / ti scriverò quello che occor<r>e per sposarsi. Ho (sic) mio /
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dolce amore, come vorrei averti vicino a me tutta la notte. Tante volte non posso / dormire perché ho la febbre, e tu mi terrei (se tu mi tenessi?) vicino a te stretta così potrei forse trovare / il son<n>o e poi sarei così felice, ma tanto tanto. Ciao mio caro amore: forte forte ti bacia la / tua Josette.
©Zizaburz