©Zizaburz
3a: busta vuota, 153 x 123 mm., asportato il francobollo; sul recto: tracce di due timbri rotondi (34 mm.) con la scritta “TROBASO / NOVARA” e la data parziale “23.6…” e l’indirizzo, mano di Josette: (sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4a Base T. M. Balcani / comp. 350 autonoma / caserma Regina Elena / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente, stessa mano: Josette Notaris / Trobaso di Verbania / (Novara).
3a: busta piena, 140 x 98 mm., asportato il francobollo; sul recto: un timbro rotondo (28 mm.) con la scritta “TROBASO / NOVARA”, la data “28.6.43” e l’indirizzo, mano di Josette: (sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4a
Base T. M. Balcani / comp. 350 autonoma / caserma Regina Elena / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sul verso il mittente, stessa mano: Josette Notaris / Trobaso di Verbania / (Novara), Con aggiunta d’altra mano: Cordialmente / (e un nome illeggibile), e quattro timbri. Tre (27 mm.) con la data “29.6.43” e le scritte “…AMB TORINO MILANO…”, “TORINO / FERROVIA”, “AMB. MILANO VENEZIA”; l’altro (34 mm.) con data illeggibile e scritta comprendente “VENEZIA“. L’ordine del testo non è del tutto sicuro per il foglio 3.
3a busta piena, tre ff. quadrettati
(dx) Trobaso il 27.6.43 / (centrato) Felice tanto caro. / Oggi ricevetti la tua cara lettera. Quanta / tristezza, quanta malinconia nel tuo scritto. Felice / caro, farebbe pensare che non rivedrai più la tua Josette? / Non lo (sic) devi pensare codesta cosa, <h>ai capito? Tu verrai / perché io prego tanto la Madonna e il Signore di / farti ritornare da me, e tu mi vedrai ancora quando verrò a Venezia, quando ci sposeremo, / e poi tutta la vita avvenire mi avrai davan/ti agli occhi, accanto a te. Tu vivrai per far / felice la tua mamma, tutti quelli che ti vogliono / bene e la tua Josette che vuole anche lei ren/derti felice tanto tanto, perché ti amo tanto / sino ad impazzire leggendo la tua lettera nella / quale tu mi dici che <h>ai fame e che la morte / ti porta via di (sic) me. Ho (sic) è orribile questa cosa, ma / questo no<n> deve essere, e non sarà mai perché / io ti amo e ti voglio accanto a me tutta la / vita. Voglio con te formare la mia famiglia / ed avere due bei bambini frutti di un / grande amore quale è il nostro. Tu vivrai: / e questo avver<r>à perché due mamme (sic) /1v/ aspettano da Dio una ricompensa a<l>le tribola/zione (sic) avute nella loro vita. E questa ricompensa / per loro sarà la nostra unione e la nostra felicità / futura; questo Dio non lo potrà negare a loro / che sono tutte <e> due delle sante. Dunque, mio caro / amore, coraggio ed animo: Dio sarà misericordioso / anche con te che sei già stato così provato nella / vita; l’avvenire per noi sarà bello e saremo felici: / così mi dice il cuore. Dunque, amore mio, non / devi più avere brutti pensieri; pensa che la tua piccola ti ama tanto tanto e aspetta / solo il giorno di poter venire a Venezia, gettarsi / nelle tue braccia che si schiuderanno (sic) intorno / a me e non mi lasceran<n>o per tutto il tempo / che sarò là. Felice, amore mio, come saremmo (?) / felici, nevvero? Tu dici di aver già trovato / una camera vicino alla tua caserma: che bella / cosa: così sarò sempre vicino a te; ma dimmi / caro come arrangerò con i miei la faccenda / della camera: a loro non lo potrò dire che io / non andrò dalla mia amica: e cosa dovrò / dire per aver i danari necessari per pagarla? / Decidi tu qualche cosa. / Felice, ieri quando mi giunse /2r/ la lettera della tua mamma c’era anche una lettera / per la tua, e ho inviato la Jeannot a portargliela / poi la Sonia <h>a chie<s>to a Jeannot di portarci l’apparecchio / fotographico (sic); e <h>a chiesto anche la cintura blu di / tuo zio; l’apparecchio glielo <ho> dato, ma la cintura / ho detto di non averla: e questa mat<t>ina è venuta / di nuovo la Sonia a casa mia a domandarla / dicendo che era di suo papà, e che lui l’aveva bisogno; / io ero a messa, e la mamma gli (sic) <h>a detto che non / sa niente di quella cintura: cosa devo fare? / Questa mat<t>ina sono andata alla messa / delle 10 ma non c’era quasi nessuno; puoi (sic) ho letto / un po’, e a mezzogiorno sono andata a fare / l’in<i>ezione; questo pomeriggio ho dormito sino alle 3½, puoi (sic) mi sono vestita e sono andata ad Intra / con Jeannot dalla signora Frego, puoi (sic) con lei sono / andata a vedere una festa di ginnastica a l’asilo / infantile del circolo di Santa Teresa del Bambino / Gesù: e tu avessi visto come erano carini tutti / questi bimbi che faceano (sic) gyn<n>astica! E questa / sera dopo cena siamo andate la mamma ed io / dal reverendo (in interlinea, a corr. di “Signor”, canc.) Parocco (aic), per chiedergli le carte. / Felice, ci vuole sia per me come per te / 1° l’estratto di battesimo e lo stato libero /2v/: poi ci vorrebbe anche l’estratto di (una parola canc.) cresima , ma / si può fare a meno di quello. Felice, siccome tu / come pure io siamo stati sempre a l’estero, e che / (una parola canc.) forse ci sarà difficile averli di là: ma se credi / che potrai averli in fretta di (sic) Sciaffusa, dim<m>elo, che / io scrivo alla tua mamma di spedirmelo (sic) lei il / più presto possibile, perché credo che la posta civile / estera vada più in fretta che quella militare, come / tu credi; altrimenti, se tu non puoi averli di là, bisognerebbe che tu abbi un permesso per venire qui / a fare il giuramento su carta bollata che tu sei / interamente lib<e>ro e senza altri impegni. Informa/ti, caro, se questo lo puoi fare in Venezia, oppure se / veramente devi venire qui: ma io credo che si dovrà fare qui; poi, quando il prete avrà i due estra/tti di battesimo e i due stati libero, oppure, se / non possiamo aver questo, i fogli con il giura/menti (sic) che siamo liberi, lui spedisce tutto questo / a Novara che ci darà il consenso per sposarsi (sic). / Quando le carte ritorneranno, allora il prete / scrive (sic) al tuo colon<n>ello che le pubblicazioni sono / fatte e il matrimonio è in corso; allora il tuo / colon<n>ello ti darà la licenza. Se non capisci bene / dimmelo: ti occor<r>e sapere altro?
/3r/ (dubbi sulla successione dei testi: dal foglio il mittente - probabilmente - ha tagliato il quarto inferiore, ed ha scritto in ordine capovolto)
ti ripeto: ci vuole l’estratto di battesimo e lo / stato libero della Svizzera, in mancanza di quello / bisogna che tu faccia il giuramento che tu sei lib<e>ro: questo verrà scritto su carta bollatta (sic). Dove sei stato battezzatto (sic)? qui in Italia? Tu devi scrivere dove / sei stato battezzato perché te lo mandino. / Oh, Felice caro, come vorrei già essere la tua / mogliettina, la tua reginetta; è così bello pensare: / quando verrà, sara<i> tutto mio e nessuno ci separerà; / saremo sempre assieme tutto il giorno e tutta la / notte, e se tu non puoi dormire la tua Josette / te l’insegnerà lei come si fa a dormire. Oh, Felice /3v/ oh Felice mio, come sarà bello! Neverro (sic)? / Ora, mio amore adorato, la ta Josette ti / raccomanda: niente brutti pensieri; pensi cose belle: / che presto io sarò tua per la vita, che presto ti / terrò nelle mie braccia tutta la notte e ti dirò tante / cose belle, e tu mi stringerai forte forte nelle tue forti / braccia; allora (una lettera canc.) voglio che almeno il poco tempo che / rimar<r>ò a Mestre tu sia tanto felice: lo sarai / dimmi, Felice? Ora sono le dieci e ho già scritto / quasi un giornale; dimmi: ti an<n>oio con il mio / racconto? Ricevi da chi perdutamente ti ama / i su<o>i cari baci e un forte abbraccio. Ti dico, / ti ripeto: ti amo, ti amo tanto, ti penso e tanto / desidero vederti: ma presto verrà, nevvero? Domani / la mamma va al municipio a chiedere se ci vuole altra formalità; ti scriverò domani se c’è bisogno / d’altro. Ancora una volta ti mando tanti baci.
(da 3r, capovolto)
Vorrei baciarti sino a quando tu mi dicessi: “Basta, / basta”. Oh, Felice, se tu sapessi come ti amo: è una cosa / orribile perché soffro tanto, ma è bello perché ti amo. / Ciao amore mio. Buona notte, mio Felice. Tua Josette (sottol.)
©Zizaburz