©Zizaburz
2b. due lettere per complessivi 5 ff. solite dimensioni, mano Josette: attenti alle date, come sempre. Non buste.
2b prima: data 10.6, e 43?
2b seconda: (dove lettera del 22.6?: terza in 2a )
2b prima: data 10.6, e 43?
(dx) Trobaso il 16.6.42 / (centrato) Felice caro. / Quando questa mia arriverà / a Mestre forse tu non ci sarai ancora; / poco importa: basta che (tre sillabe canc.) / quando arriverai là trovi i miei / scritti. / Forse quello che leggerai ti / sembrerà inverosimile, oppure solo / parole di teatro: ma oso sperare che / tu vi crederai a queste parole.. So / di avere un carattere insopportabile, di essere stata sin’ora spensierata /1v/ e crudele, e di aver fatto soffrire / tutti quelli che mi vogliono bene: / ma credimi, Felice, non ho mai / cessato di amarti e tutt’ora ti / amo, ti amo tanto tanto, e debbo consta<nte>mente nascondere questo amore / che mi brucia, che mi travolge, sotto / un’esuberante voglia di movimento / e anche scherzzando (sic) con te. Forse / ti chiederai che cosa avevo mai / quando eri a casa, e se è solo così / che sono capace di dimostrarti il / mio amore. Per te farei qualunque / cosa pur di vederti felice, ma / tante volte ho visto, e vedo ancora, / passare tante nuvole nere nei tuoi / occhi, e questo mi fa così male: /2r/ vederti soffrire per causa mia e essere / nell’impossibilità di fare qualchecosa / per te; ma spero che un giorno potrò / vederti felice come lo fui una volta, / perché con tutta la forza del mio / cuore voglio (una parola canc.) far sparire tutte / queste nubi: vi (“riuscirò”, canc.) ne (sic) sarò capace? / Per ora termino e ti darò / un (una sillaba canc.) bacio poiché oggi sei ancora / vicino a me. / (dx, sottol.) Tua Josette. /2v vuoto/.
2b seconda: (dove lettera del 22.6?: terza in 2a )
(dx) Trobaso il 23.6.43 / (centrato): Amato mio Felice. / Mi sono dimenticata di chiederti / ieri se tu eri ben arrivato a Mestre: spero / di sì. Ti hanno già messo di servizio? / Spero che non <ti> manderanno subito via, vero? / Ieri pomeriggio sono andata a / Intra invece di andarvi oggi: il tuo / soprabito non è ancora pronto. Ho portato / la pellicola: me la faranno per martedì / prossimo; puoi (sic) sonno (sic) andata dalla / sarta: se ru sapessi che bella fatina (?); / sai, la camicetta rossa non era ancora /1v/ <pronta>: allora lo (sic) portata via e la farò io; dell’abito / mi ha fatto pagare 55 (in apice forse L per “lire”), e della casac<c>hina / 35 (L in apice) + 85 per la stoffa marrone che ci ha / messo e l’agraffo (sic), cosiché ho pagato 185 (L in apice); / alla mamma ho detto di aver pagato / 75 (L in apice), e il resto lo (sic) pagato con i danari/ che avevo da parte; se avesse (sic) fatto fare / la camicetta rossa tutta ricamata a mano, / Dio sa quando (sic) mi avrebbe fatto pagare: / ma pazienza. / Ieri <h>a fatto un bel temporale / qui, ma oggi c’è un bel sole, e poi è / tanto fresco: fuori si sta così bene; e / laggiù fa caldo? La mamma ti ha / scritto? A me non ancora. /2r/ Questa mat<t>ina mi sono alzata presto, / alle 6½, e sono andata sino ad Anchiò (?) / a prendere il latte; è bello andar a passeggiare / alla mat<t>ina presto, e ho portato a casa / un grand<e> mazzo di rose e garofani / per metter<l>i davanti al tuo ritratto. / Mio caro amore: ti penso tanto / tanto e vorrei averti sempre vicino / a me (una sillaba canc.), oppure venire là dove sei / tu: sarebbe così bello; così quando tu / saresti in caserma io potrei vederti: / ma tutti quelli sono sogni: la realtà / è tutt’altra. Ma verrà il giorno in / cui potrò venire a trovarti: ho (sic) come /2v/ sarò felice allora. / Questa notte ti ho sognato; ti / vedevo sempre sulla mia strada: ovun/que io ero, io vedevo il tuo viso vicino / a me che mi sorrideva e che mi pro/teggeva, come se tu fossi stato un / angelo; allora cercai di affer<r>arti con / le mie braccia (una sillaba canc.) ma tu mi <h>ai stretta forte forte fino a soffocarmi / poi mi <h>ai baciata. Allora mi sono / svegliata; non era che un sogno, ma / questo mi è bastato per rendermi felice: / un sogno che poteva essere anche una / realtà per<ché> so che se il mio amore è / lontano, col pensiero sarà sempre vicino /3r/ a chi tanto lo ama. /Tante volte nella giornata penso / penso così forte a te e cerco di figurar/mi cosa stai facendo in quel momen/to che io ti penso. Quando sei partito / mi sembrava di vederti nel treno / seduto sulla tua valigia con la testa (canc.) / testa nelle tue mani, e pensavi: a / cosa pensavi, alla tua Josette? Non so / perché, ma io ti vedevo seduto sulla / tua valigia invece di panchina: era / così? Ieri sera stavo cercando di sapere cosa tu facevi: mi sembrava che tu / leggevi il giornale; credo che sto / impazzendo, ma è così bello poter /3v/ vedere in visione il tuo caro viso. / Felice, mi dirai se nel pensiero io / ho indovinato quello che <h>ai fatto. / Ora sono le 10, e quando avrò / finito vado a tagliare la mia / camicetta. Questo pomeriggio vado a / Intra con Jeannet a prendere le / mie (una sillaba canc.) scarpe e prendere la casa/<c>china che non era ancora finita; / puoi (sic) quando ritorno ho da stirare: / stiro anche i tuoi vestiti, così sara/<n>no ben in ordine. / Scrivi presto alla tua Josette; / ricevi, mio caro amore, i più cari / saluti e un lungo bacio dalla tua / (dx) Josette.
(Sotto, su due righe, stessa mano)
Ich liebe dir (sic: dic<h>?) mein lieber Gemahl. / Wann kommst du?
(Sul bordo sn, su una linea dall’alto, stessa mano)
Wir sehen uns (una sillaba canc.) bald wieder (una parola canc.) Gell (è abbreviazione di Geliebter o Gell esclamativo) Felice?
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