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Lettera 15b

Lettera 15b

 

15b quarta lettera azzurro chiaro rigato visto, verso vuoto, mano della moglie (?) di Köbi (madre di?).

LETTERA 15B - LETTERA 1 - DATA 01_08_43

15b prima lettera quadrettato visto, mano di Luigia (?)

 

(sn) Trobaso, (dx) 1.8.43 / (sn) Caro Felice. / Da due giorni che oh (sic) avuto tuo gradito scritto / e solo questa sera trovo il tempo da dedicare a (macchiato) tè. / Oh (sic) pensato molto a te in questi giorni, e spero / che non ti sarai messo in pensiero dal silenzio di / Josette;: che se tu fosti (sic) arrivato come lavevi (sic) pensato, / ti toccava ancora una sorpresa, perché Josette, da / mercoledì che non <h>a potuto alzarsi: à lasciato il letto / oggi: non cera (sic) nulla di grave, ma però <h>a sofferto / molto; <h>a fatto quattro giorni e le notti senza mangiare / né dormire, e quasi non beveva; tutto questo deve / essere effetto di una forte infiammazione: il sangue / non poteva avere il suo corso, era la causa di questi / dolori; ieri sera questo <h>a preso il suo corso e oh (sic) avuto / il sollievo di vederla indormentata (sic). Oggi fa parte anche / lei del numero dei viventi. Odette in questi giorni / non è (sic) bene con questo gran caldo: ci (sic) prende un po’ / diperimento (sic): si sente stanca, à (?) poco appetito, e ci (sic) / prende soventi (sic) male allo stomaco; con tutto questo / vedi, caro Felice, come sono piantata bene: i ragazzi, / io e pappa (sic) siamo in buona salute; spero che si / rimettano presto e bene anche Josette e Odette. / Figlio caro, oggi Josette <h>a ricevuto la tua raccomandata / e il telegramma; siamo dispiacenti (sic) che, causa degli / avvenimenti, non puoi venire: ma, ti supplico, abbi / pazienza: non fare qualche pazzia che ti dovesse costare / caro dopo; e in quanto a Josette non devi essere in / pensiero, che per questo mese speriamo che sia finita. / In quanto alle pratiche delle tue carte, se posso, / domani andrò io a vedere se si può fare qualche cosa. / Josette ti ah (sic) scritto ieri e oggi, e (?) questa mia / te la mando per espresso, nella speranza che ti / arriva (sic) prima della sua, perché non vorrei che ti / metti in pensiero: tutti questi malanni mi / sembra (sic) fino una cosa strana, che non so come / spiegarmi; speriamo che sia come dice il medico: /1v/ che una volta che sarà sposata troverà il rimedio. / Caro Felice, malgrado il desiderio di vederti di nuovo, / ti supplico di non fare qualche pazzia; speriamo che / questo subbuglio si metta a posto, che potrai venire / tranquillamente, che potremo raccontare anche questo / a voce: che si spiega meglio che per iscritto. / Termino inviandoti saluti cari e affet<t>uosi baci / da noi tutti. Tua mamma. Scuserai i / miei scarabocchi.

LETTERA 15B - LETTERA 2 - DATA 06_08_43

15b seconda lettera quadrettato visto, mano di Josette. (scrive su una linea di tre, non numero)

 

(dx) Trobaso 6.8.43. / (centrato) Mio adorato amore. / Spero che non ti spaventerai per quello che io / ti scrissi ieri: ho avuto molto male, è vero, ma ora / sto un po’ meglio; mi sono passate quelle orribile / crise (sic), ma mi sento così stanca; non trovo più riposo / nel letto, mi duole la schiena; sono così stanca; quel / male di ventre mi ha esaurita; ora, come ti ho detto, / devo rimanere al (sic) riposo per 5 o 6 giorni, e poi passare / di nuovo una buona visita medica da uno specia/lista: mi farà una visita interna, così sapremo / veramente cosè (sic) quel male che ho sempre. / Tu mi chiedi di spiegarti da che cosa / deriva lo spo<s>tamento dell’ultero (sic). Come ha spiegato / il medico, questo è un caso che arriva (?) ancora sovente / alla giovane, data la strettezza dell’ultero (sic): ne deri/vano dei grandi dolori quando è il tempo delle / menstruazioni (sic), e lo sforzo nervoso fatto per aiutare il / sangue a passare <h>a causato lo spostamento dell’ultero (sic) / visto: i dolori diventa (sic) più grandi, e con quello ho anche / i dolori alle (una parola canc.) ovaie: insom<m>a quella è solo una / supposizione ancora errata, e bisogna asppetare (sic) l’esito / dell’altra visita. / Non ti spaventare, caro: oggi non ho grandi /1v/ dolori, anzi sta benino: ma sono stanca e nervosa; / poi con quella borsa (una lettera canc.) di ghiaccio non mi posso / muovere: è un disastro. Spero di guarire presto; ti /ringrazio della tua premura per i danari, ma sino / ad ora non ne abbiamo bisogno: il mio unico / rimedio per ora è il ghiaccio, e costa l. (?) 2.25 al giorno: / dunque non è un patrimonio. / Se il (sic) specialista mi dice anche lui che il / rimedio è di essere mamma, ho un grand<e> desiderio / di guarire, e oso sperare che appena sposati non / troverai niente in contrario a fare portare frutti / subito al nostro amore? Perché sono sicuro (sic) che v<u>oi / anche vedere guarire la tua Josette?? Amore mio, ti amo tanto, ti penso tanto / ed oggi sono felice perché ho ricevuto 3 lettere di te; / sai, era (sic) 4 giorni che non avevo notizie di te, ma / ora sono felice come una regina; come desidero / essere nelle tue braccia, sentire la tua calda voce piena / di amore e di felicità: ti amo non come una fan/ciulla spensierata, ma solo come una donna può amare; / tu sei mio, il mio sposo, la mia vita: ed io sono / felice e contenta di darti tutta la mia giovinezza, / la mia persona, il mio amore; sono tua, tua, e / nessuno non potrà mai mai più strapparmi / da te. Se tu mi mancherai, mi mancherà il più / bello di me stessa; da te spero presto sentire

 

(continua su tre linee sul bordo sn in verticale dall’alto)

 

palpitare im (sic) me, nel mio seno, un’altra vita, nel dolce mistero di ogni tempo che / sarà frutto del nostro amore, e la mia guarigione. Ti amo, Felice caro, e ti bacio / con tutta la mia tenerezza e il mio grande amore per te. Tua per tutta la vita Josette (sottol.).

LETTERA 15B - LETTERA 3 - DATA 13_08_43

 

15b terza lettera rigato visto, matita (?), mano Josette

 

(dx) Ospedale, 13.8.43. / (centrato) Mio caro Felice. / Ecco il mio secondo giorno di ospedale; / questa notte sono stata molto male: non ho trovato / il son<n>o che verso il mat<t>ino. Ora sto un po’ me/glio, ma non tanto: ogni tanto il dolore mi / atter<r>a: è orribile. Come vorrei già essere guarita! / Ieri ho passato 3 visite, e l’ultima me/ la (sic) fatta internamente, ma non con i ferri come / dici tu; ora non ti posso spiegare come, ma / quando ti vedrò te lo dirò. / Come te lo <h>a già scritto la mamma, / il medico mi ha detto ancora di avere una / forte infiammazione delle ovaie, e una massa / dolente grossa come il pugno fra le ovaie e / la trompe (sic). Ora mi tengono sino a domenica / in osservazione: se il male persiste, lunedì mi / operano; oggi mi fanno la presa del sangue / per analiz<z>arlo e vedere se posso sopportare / l’operazione; come vorrei già essere operata: alme/no non avrei più dolori! / Sai, nell’ultima mia visita il dottore / mi ha tempestata di domande come questa: / “Dopo questa relazione che <h>ai avuto due anni / fa, non <h>ai più avuto rapporti con nessuno? Dimmi / la verità: se non dici quello che è stato, come / faccio a sapere qual’è il tuo male, e come / posso guarirti?”. (una parola canc.) Una mezz’ora è durato / questo interrogatorio: poi gli ho detto che / sono stata tua; mi ha (una parola canc.) chiesto quando: / gli ho detto quando sei venuto a casa l’ultima /1v/ volta, cioè quattro settimane or sono: “A<h> ecco” / mi fa “È da tutto questo che deriva il tuo / male. Ho sempre pensato anch’io che era / impossibile che dopo due anni (una sillaba canc.) possa accadere / questo, e per un altro motivo: era una cosa vera/mente incomprensibile”. Ecco quello che mi disse / il proffessore (sic); gli ho detto di non dir niente alla / mamma, e lui mi ha promesso: ora sto a guardare / se mantiene la sua promessa. / Io sono atter<r>ita di tutto questo: come è / mai possibile che (dal nostro canc.) dalla nostra relazione / abbia potuto venire quel orribile male che giorno / e notte mi tortura e non mi lascia più pace? / Dapprima non volevo crederci, ma tutti i medici / di qui sono d’accordo nel dire che è / solo di questo che sia e (sic) venuta la mia / malat<t>ia; avrei preferito essere mamma prima / di essere sposata, invece di subire l’interro/gatorio di tutti questi medici. /

 

(seguono due righe e mezza canc.)

 

Come vorrei che tutto / questo fosse già fatto; ho così male: sino a domenica / mi tengono in osservazione. / Non essere in pensiero per me: sono ben curata, e i dottori sono molto buoni con me. / Sono un po’ abbat<t>uta da quel (sic) or<r>ibile / verità, e mi devi perdonare se il mio scritto / ti dona dispiacere. Forse tu non ci crederai: / tempesterai (sic), dirai che sono tutte storie dei medici, / che non è colpa tua se sono am<m>alata: ma purtroppo

 

(continua sul bordo sn su 3 linee in verticale dall’alto)

 

è la verità, è quella. Non credere che io sia in col<l>era con te: non posso; ma / sono atter<r>ita, e non posso più pensare; solo ti dico: ti amo, e ti amerò sempre / qual<un>que cosa accada, chi sa? Tua Josette.

LETTERA 15B - LETTERA 4 - DATA - 20_08_43

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15b quarta lettera azzurro chiaro rigato visto, verso vuoto, mano della moglie (?) di Köbi (madre di?).

 

(dx) Schafusa il 20 Agosto. / (sn) Mio carissimo Felice. / Finalmente mi diedero l’indirizzo di Beppi: scrivigli subito / una rac<c>omandata; scrivigli che ti manda (sic) il denaro, che ne <h>ai tanto / tanto (sic) bisogno. Gli scriverai un po’ con gentilezza, ti prego, che forse ti manderà / il denaro al più presto; tu gli devi scrivere che ne <h>ai estremo bisogno; apena / te l’avrà mandato, manda a Peter è (sic) 100 a Dierce: puoi anche mandargli / un’espresso a Beppi, che così andrà più svelta. Dim<m>i, come stai? E Peterli? / Dam<m>i dam<m>i il suo indirizzo: e se non l’<h>ai scrivi subito al suo comandante, / ti prego, e scrivi di più sovente. Sap<p>i che ora mi trovo a casa per quindici / giorni, e ai tre di settembre vado a Stein am R<h>ein. Ecco come si chiama la / villa: Privatpension Friedheim von Hern Dr. V. Böhni (sic). / bei Famiglie (sic) Crätzer, Tel. 86277, beim Bahnhof Stein am Rhein. / Es ist schön; tort (sic) bleibe aber nuer 4 bis 5 Tages (sic) und speter (sic) wider; mier (sic) gehts / sonst se veit gut; hern Böhni (sic) hatt mier (sic) garantiert das man mein Bein heilen. / Kan (?) vier vollen (sic) das besten <h>offen. /

 

(centrato) Interprete / Murari Giuseppe 81 Reggimento Fanteria / I Comp. Interprete Caserma Regina Margheritta / Roma Italia. /

 

Ti auguro una felice notte; dormi bene, chio (sic) col quore (sic) è col pensiero sono / sempre a te vicina. Id<d>io ti protegga, te e tuo fratello Peterli: se <h>ai sue notizie, / mandagli un mio caro saluto, mille baci e carezze, e che scriva almeno / una cartolina al<l>a sua povera mamma; e tu, mio caro Felice, un mondo / di baci ed ab<b>rac<c>i. Tua mamma che vive solo per voi. Ar<r>ivederci presto presto. / Saluti e baci dal Köbi: <h>ai tu ricevuto la sua lettera? Scrivigli. Mamma tua. / Felice, se <h>ai ancora mille L (?) col fascio ti prego di cambiarle, perché non valgono più / và subito al<l>a banca e fat<t>ele cambiare: non dimenticarti, caro.

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