©Zizaburz
13b 2 buste, 2 lettere: corrispondono? vedi date?
13b prima busta 158 x 94 azzurro chiaro, vista, mano di Josette. Sul verso il mittente: Josette Notaris. Trobaso di Verbania (Novara).; sul recto l’indirizzo (all. a sn.) Soldato Ferri Felice (sottol. nome e cognome) / 4a Base Tradotta Militare Balcani / Distac<c>amento caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sopra, verso dx, il noto timbro rotondo di Trobaso con la data “* 3.8.43 *” (leggibile solo a metà, francobollo asportato).
13b prima busta, prima lettera. Foglio quadrettato, data e numero. A sn: il numero 2
(dx) Trobaso, il 2.8.43. / (centrato) Mio amato. / Ricevette (sic) oggi una tua cara lettera che mi fece / così felice; quanto mi sono care le tue parole: / mi danno la gioia e la felicità: tutte in essa (?) / mi fanno pensare che tu sei ora contento della / tua piccola; se ciò è, voglio con tutto l’ardore del / mio cuore fare durare per sempre quella felicità; / ti amo così tanto, e la tua felicità è tutta la / mia. Quando vedo nei tuoi occhi brillare a (sic) lampi / per la felicità, non puoi im<m>aginare tu come è / contento il mio cuore, perché, se penso che ti ho / dato tanta forza, potrò darti ancora più grande / gioia, a te che sei il mio grande ed unico amore. / Qui fa un caldo da morire: non c’è aria, / non si può respirare: tutto il giorno ho la fronte / perlata di sudore; mi sono alzata (?) è appena 1 ora: / sto un po’ meglio, ma ogni tanto mi prendono / ancora dei forti dolori, ma spero passerà: un po’ / tutti <i> giorni. / Sai, caro, quando avevo la febbre quanto ho / sognato ad occhi aperti: era così forte la febbre e / così grande il mio desiderio di vederti; ad ogni / momento vedevo il tuo viso vicino al mio: /1v/ mi diceva<no> tante cose le tue labbra; allora ti chiama/vo, ti volevo stringere nelle mie braccia, e baciarti / forte forte; poi pensavo, e non vedevo più niente; / come sarei stata felice di averti vicino a me / in quei momenti, ma pazienza: verrà pure il momen/to che tu mi guarirai, nevvero? / In quanto a<i> due figli che tu desideri, è / anche l’unico mio desiderio: essi saranno la mia / gioia, la mia felicità; ma se ne vengano (sic) di / più? E se somigliano tutti a me? Ahimè: / credo che ti farà poco contento, vero? Speriamo / che somigliano (sic) tutti al loro venerando padre: / altrimenti lui mi dirà che sono io la causa / di tutto questo: sì, no? / Ora termino inviandoti i più affettuosi / saluti della mia famiglia: baci della mamma. / Fa attenzione a te laggiù se (qualunque canc.) qual/checosa succedes<s>e (?). / Tanti baci e saluti da chi sempre ti / pensa e ti vuole immensamente bene. /
(centrato, tre linee sotto)
Sempre tua affett<uosa> Josette (sottol). /
(tre linee sotto)
Ti amo ardentemente, mio diletto, e mi / duole molto saperti lontano da me in questi / (mont canc.) momenti. Ciao amor mio.
seconda busta 155 x 120 grigio chiaro, vista. Sul verso l’indirizzo, di cui si legge poco: (…)ette notaris (…)so di Ver(…) / (Novara). Sul recto l’indirizzo, stessa mano: (all. a sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4a Base Tradotta Militare Balcani / caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sopra, verso dx, il noto timbro rotondo di Trobaso con la data “* 21.8.43 *” (francobollo asportato).
13b seconda busta, seconda lettera, non data né numero 170 x 270, giallo chiaro, mano matita di Josette.
(dx) Ospedale Littorio / (centrato) Mio caro ed amato Felice. / Sono sempre in osservazione, e oso / sperare di poter fare a meno dell’opera/zione. Son due giorni che mi son venute / le mestruazione, (sic) senza dolori al ventre: ma / ogni tanto mi fa tanto male alla schiena; / se tu sapessi quanto sangue perdo: la notte / scorsa hanno dovuto darmi un lenzuolo / e, quando mi sono svegliata al mat<t>ino / era tutto bagnato di sangue; puoi im<m>agi/narti quanto sangue perdo; ma forse sarà / un bene. Un’ora fa ho avuto una forte / crisi, ma ora sto bene. La sera vedo sempre / in giardino a trovare la mamma; vedi: / vado migliorando: almeno mi pare a me. / Adesso quando avrò finito (sic) le menstruazione (sic) / passerò un’altra visita, e parlerò a proff<essore> (sic) / di quello che mi hai chiesto. / Se il proffesore (sic) dirà che posso guarire / senza operazione, sarà una bella cosa, / e tu devi pregare molto per me. / Felice, il mio pensiero è sempre / rivolto a te; ogni momento io penso / a te, e voglio guarire così senza operazione, / perché dopo si sta troppo male con una /1v/ pancia tutta massacrata; e poi chissà: se / avvendo (sic) un bambino tutto si mettesse (sic) / a posto senza operare: è per quello ch’io / non voglio essere operata: perché, sai, i / medici posso<no> guarire operando, ma / anche una grazia della Madonna potrà / guarirmi, ed io aspetto quella, e sono / quasi sicura che guarirò; sarà forse / un po’ lungo, ma sarà meglio, e perchiò (sic) / devi pregare, pregare per me. / Felice, io ti amo, e vorrei tanto / essere la tua mogliettina per potere / star almeno con te; io ti voglio così / bene, un bene di (sic) arrivare alla pazzia; / se io devo restare tanto senza di te non / so cosa faccio: mi am<m>alerò di cuore. / Ti amo, ti amo, Felice, e quando / sarò a casa tu devi venire: n<o>n posso / non posso restare così tanto senza te. / Per me l’ultima tua licenza non conta, / perché non ho nem<m>eno potuto darti tanti / tanti baci e dirti il mio amore: allora / devi venire quando sarà a casa: forse / fra quindici giorni ho (sic) un mese, non / so. Intanto ti mando un millione (sic) di / baci da chi ti ama, e amerà solo / te. Tua per la vita Josette (sottol.).
(sul bordo sn in verticaledall’alto)
Sono alzata, e ti sto scrivendo al tavolo: sono la 1 ½.
(sul recto a penna sul bordo sn, due linee dall’alto)
Fa un caldo da morire: e laggiù? Ti amo, amor mio / scrivimi a lungo.
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