©Zizaburz
13a 6 buste, 6 lettere: corrispondono? vedi date?
13a prima busta 155 x 110 grigio, vista, mano di Josette. Sul verso il mittente: si legge solo (Novara); sul recto l’indirizzo all. a sn.) Furriere (sic) Ferri Felice / 4a Base Tradotta Militare Balcani / Distaccamento caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sopra, a dx, (francobollo asportato) un quarto di timbro; accostato, timbro intero rotondo 33 mm : “* INTRA * NOVARA” con la data “* 30.8.43XX.(?)0 *”.
13a prima lettera in prima busta. Foglio a righe 210 x 295, mano Josette.
(dx) 28.8.43. / (centrato) Mein Lieber Felice. / Ricevette (sic) ieri e l’altro ieri molta posta di te: mi / fa (sic) così contenta i tuoi scritti, principalmente adesso / nella desolante solitudine dell’ospedale. / Credo d’aver (sic) che Milano ti ha lasciata una / cattiva impressione, ma spero che con la fine della guerra / dimenticherai tutte quelle brutture per godere una grande / felicità. / Ti ringrazio tanto di scrivermi ogni giorno: nelle / le (sic) tue parole trovo tanta calma e tanta gioia: esse sono / per me la più dolce di tutte le canzone (sic), una musiqua (sic, francese?) / divina, una sorgente d’amore dove vorrei poter tuffare / il mio cuore per darti il riposo e la gioia: Come vorrei, / amor mio, che tu mi fossi vicino: almeno vedrei / il tuo caro viso e potrei sopportare un po’ più in pace / i miei dolori. / Tu speri che i dolori siamo (sic) partiti. Ahimé! / Sono stata bene mercoledì, giovedì in giornata, e alla sera / mi è cominciata la crise (sic). Ho avuto male rutta la notte / senza tregua, poi ieri tutta la giornata; verso le 10 dieci (sic) / ha cominciata (sic) un male orribile; non potevo più respirare: / mi sembrava che il ventre voleva scop<p>iare dal grand (sic) dolore / che avevo: un (sic) creduto un momento di morire. Poi (una sillaba canc.) son / venute le infirmiere (sic) a darmi da bere delle gocce per / sostenere il cuore, e ed (sic) venuto il dottore Seller e un / suo assistente a farmi una visita: mi ha datto (sic) da bere / il Ladanum (sic), poi una polverina, e mi ha messo una / sopposta (sic); poi verso le 3 mi sono addormentata sino alle 5. /1v/ Poi la mamma è venuta alle 7 ½: in quel momento / stavo meglio, e alle 10 è ricominciato (una sillaba canc.) ancora; sino / a stamat<t>ina alle 4, quando la suora di turno mi ha / portato delle goccie (sic) calmante (sic). Dopo tutto questo, il Proffesore (sic) / si è infine deciso a operarmi lunedì. / Questa mat<t>ina ho passato la visita da 2 dottori: / mi hanno fatto ognuno una visita interna, e tutti due / trovano che ho una grossa massa vicino alle ovaie. Poi dopo / me ne ha fatta un’altra il Proffesore (sic), e mi ha detto che / lunedì mi opererà: però mi mi (sic) ha detto che non ci / tiene troppo a operarmi adesso, perché <h>a paura ch’io non / posso sopportare l’operazione; ma io mi sento molto forte / e sono troppo stanca di soffrire: voglio guarire. / Sai: volevo chiedere quello che mi ha detto / al Proffesore (sic), ma quando mi hanno visitata c’era (sic) / i due dottori, 4 dottorini, un’infirmiera (sic) e due / infirmieri (sic): ero così in vergogna di essere mostrata / così in vista di tutti che asppetavo (sic) solo il momento di / poter andarmene senza dir niente a nessuno; insom<m>a, / bisogna (sic) una grande pazienza; il bello è che comincia (?) solo / adesso: quando mi dovrò fare medicare saranno sempre / in cinquanta. Ti assicuro che quando ci penso mi / va via perfino l’appetito; quando sarò guarita, la più / bella fra tutte le cose che mi potrà far felice sarà di / portarmi via di qua. / Io ti penso tanto; il mio pensiero è sempre / rivolto a tè (sic), il mio amore; il mio cuore si ribella a / tutte queste cose: io vorrei appartenere solo a te; vorrei che / solo tu vedessi il mio corpo che debbo lasciare il (sic) balìa / dei medici e da (sic) questi odiosi studenti: ma tu mi / porterai lontano di qua, dove non vedrò quelle faccie (sic) / tanto odiate, nevvero? Soffro così tanto di questo. / Ricevi, tu che amo al disopra (sic) di ogni cosa bella, / il mio ardente amore, i miei baci e carezze. Tua / Josette (sottol.)
13a seconda busta 160 x 115 grigio chiaro, vista. Mano di (?) Sul verso il mittente, stessa mano: Ab Ferri Modesta Grünanstieg (?) 14 / Schaffh. Sveiz (sic). Subito sotto al centro, timbo rotondo visto 33 mm “VENEZIA MESTRE”con la data “26.7.43XX(?)8”; in basso dx altro timbro visto 33 mm: “(…) FERRO(…) ESPRESSO” e la data “26.7.43XX22”. Sul recto l’indirizzo, stessa mano: (sn) Soldato / (centrato) Felice Ferri / 4a Base T. M. Balcani / Ad<d>estramento caserma Edmondo / (distanziati) Matter Mestre Venezia / (dx) Italia. Sopra, verso dx, timbro rotondo 26 mm. di “* SCHAFFHAUSEN 1 (…) BRIEFV(…)” con la data “* 24.VII.43-19 *”; nei campi croce elvetica e “VI(…)” (francobollo asportato). In basso dx manoscritte, quattro cifre illegg. A sn dell’indirizzo, in obliquo, etichetta viola chiaro 47 x 18: “Eilsendung / xprès - Espresso ” (la E maiuscola associa le due linee a stampa).
13a seconda lettera in seconda busta. due fogli azzurro chiaro, visto, 208 x 285 rigati non filigr., di mano 1 mamma Modesta e 2 Köbi; sulla busta mano di Modesta mittente; indirizzo mano di ?
Primo foglio, mano Modesta (Josett) 22.07.43.
(dx) Mein Lieber Felice. / Or ora ricevetti la tua lettera. Oh, povero Felice, cosa pensi? Io am<m>alata? / Ma se sto bne, anzi benissimo: non posso andar dala (sic) Polizia per far firmare che / mi trovo am<m>alata: e poi non ti lascierebbero (sic) venire lo stssso: ma t’assiquro (sic) di trovarmi / in ottima salute; chissà cosa avrà inteso Sonia? Ti prego, Felice, di non credere: io sto benissimo / e se non credi scrivi ala squola (sic) d’Italia, che te lo assicureranno (sic). Felice, ascoltami bene: io / ero in grande pensiero; oggi sono già 10 giorni che non ricevevo (sic) tue notizie: temevo che t’avessero / mandato via; ora sono contenta nel ricev<re> questa tua: ma, oihmé (sic), che lettera desolata. / Lunedì vado al lavoro: avevano chiuso la fab<b>rica per 15 giorni, una settimana di / ferie è (sic) una settimana: ci pagano 75 per cent. Non pensare a me, Felice, che sto / benissimo: Sonia avrà capito male. Köbi è stato gravemente am<m>alato: aveva un absess<o> (sic / nel<l>a gola, ora sta benissimo: io l’o qurato (sic) come se fosse al’ospedale (sic); martedì comincia / a lavorare. Felice, <h>ò una novità da farti: sapi (sic) che la Epli sabato si sposò senza / pranzi, senza velo: sua mamma è andata a lavare tutto sabato, sai? Essa è / in Cinta (sic), non so in quanti mesi; mobiglia (sic) non ne <h>anno, mà credo che la stanza / la comperano (sic) auf Abzahlung: così mi disse la Marie Sereneli (?); ecco che à avuto / ciò che sia (sic) meritato: sembra la luna piena, che have (sc) quele Eplis (sic). Filice (sic), io mandai / a Josett l’atto di nascita ed’oggi essa me lo mandò di ritorno: mi scrisse che ci vuole / una dichiarazione che tu sei ledig; feci pur far ciò, come vedi, poi essa mi / scrive (sic) di farla timbrare dal console di Zurigo; ci andrò, mà al momento non / posso: forse venerdì venturo, così vedrò cosa mi diranno. Sai, Felice, <se> io fossi in te / attenderei sino la fine del<l>a guerra a sposarmi: cosa ti pare? Però fà come tu vuoi: / se tu potresti (sic) rimanere a Trobaso nel’oficina (sic), direi anchio (sic) che sarebbe meglio che ti sposassi: / ma se tu rimani a Mestre non val la pena, ti pare? Non scrivere nulla di ciò a / Josett: già andrà a lungo prima che tu abbia le carte; così speriamo che questa / guerra sarà finita, ti pare? Sap<p>i che la mamma di Beppi si trova a / Verona: pure Beppi ci fa il servizio agrario; essa ti deve dare L. mille; ascoltami / bene: cento sono per Beppi, quatro cento (sic) per Peterli è (sic) cento per Dierce, è (sic) quatro /1v/ <cento> per te; non dimenticarti che io a Dirce <h>o già scritto che sono per le bambine (una sillaba canc.) le cento lire. A Peterli mandale subito, ti prego, e dim<m>i: perché non mi / scrive? Dam<m>i tu il suo nuovo indirizzo, ti prego: quante notti insonni a / pensare a Peter che mai mi scrive; sì mà (sic) scritto da Rimini, ma poi più; ti prego / scrivegli (sic) subito: la mamma di Beppi ti darà due ciocolate (sic) e due neger e una / scatola grande di menfis (sic); essa mi promise di venirti a trovare: ti mandai / pure i miei baci: sii al<l>egro è (sic) non pensare a mè (sic) che sto benissimo; mangia / e divertiti, e scrivi ap<p>ena avrai ricevuto la roba. Ti saluto è (sic) ti bacio caramente. / Tua mamma che sempre ti pensa. Ar<r>ivederci presto. Josett pure mi scrisse / e mi mandò la fotographia (sic) che tu le facesti vestito da soldato è (sic) quela sua. Dierce / ti scrive?
(sei righe sotto, a matita, dx, stessa mano)
Felice, non <s>gridare / Sonia: essa non / ne à colpa.
(otto righe sotto, penna, dx, la data)
Schaffh<ausen> den 22 Juli.
13a terza lettera in seconda busta, secondo foglio, mano di Köbi
(dx) Schaffh<ausen> den 24.7.43. / (centrato) Saluti, cara mia (sic) Felix. / Modesta und ich haben Deinen lieben / Brief mit viel grossen freude erhalten; / wir waren ganz überrascht über Dein / schreiben, dass Sonja Dir, lieber Felix, so einen (una sillaba canc.) cwatsch (?) geschrieben hat, wegen / deine lieben Mamma, dass sie am sterben / sei; mich hat dass (sic) so geärgert: das müsst / du ja nicht glauben; Felix: sage es Sonja, / sie soll nicht so ein blödsinn sagen; / wenn ich dort wäre, würde ich ihr / alle schand sagen, dass sie Dich in / so eine angst verwickelte. Lieber Felix, dass / Deine liebe Mamma ein böses Beim (?) hat, dass (sic) / weisst du ja: sonst ist sie kern gesund (sic) und ihr Bein (?) ist auch bald gesund. / Lieber Felix, Du kennst mich: ich schreibe / Dir die Wahrheit, und schwöre es Dir / dass Deine Liebe Mamma gesund und / munter (?) ist. Also, Felix, sage es Sonja / ja, nun sie an den Ohren, so einer / blödsinn wo sie dir geschrieben hat. / Lieber Felix, ich war bös dran gewesen, ich wollte (una parola canc.) mit (sovra linea) Chüechli, die Ferien machen / da (?) Modesta 8 Tage hat, ich war bei Meiner / lieben Modesta, 8 Tage schwer krank in Bett /1v/ gelegen; ich habe die Angina gehabt: / Chüechli hat sofort denn (sic) Doktor Kümpeli / Telefonieren müssen, aber jetz geht mir / wieder sehr gut, da ich auschliesend (sic) noch / 8 Tage Ferien gehabt (sovral.) habe. Dienstag musste ich / wieder anfangen im Geschäft. Also, lieber Felix, / sei lustig und fidel: uns gehts (sic) also sehr / gut, Gell! Diese Woche haben wir dass (sic) Holz / bekom<m>en von Merishausen, 3 Steer: wir haben / es schon versorgt im Estrich; wir haben jetzt / für 2 Winter Holz; mit allem andern sind / wir auch gedeckt. Die (sic) Felix, diesmal haben / Modesta und ich bald Glück gehabt, unn (sic) / eine Zahl hätten wir den Haupttreffer gehabt, / von 20.000 Fr.: was meinst dazu? Einmal kommt / das Glück: ich habe ihm (sic) wieder 2 Los gekauft. / Lieber Felix, sage Josett ich lasse Sie viel/mals grüssen, und ihre Eltern bald werden / wir uns wieder sehen: ich will Sie alle / kennen lernen; ich kann fast nicht warten, / bis ich euch alle sehen kann, und 1 (?) Chüechli / erst. Lieber Felix, wegen den Photos wo ich / Dir schon lange versprochen habe, wirst du / und Josett bald bekommen, Gell, vo (sic) ich und 1 (?) / Chüechli d<a>r<a>uf sind? / Viel heisse Küsse und viele Grüsse von / mir und Modesta. Lieber Felix, gebe / Josett einen heissen Kuss von Modesta / und mir, Gell! Wir freuen uns schon lange bis / Sie für ganz bei uns ist. Dein Köbi (sottol.).
13a terza busta 158 x 95 azzurro chiaro, vista, mano di Josette. Sul verso, centrato, il mittente: Josette Notaris / Trobaso di Verbania / (Novara); sul recto l’indirizzo, stessa mano (all. a sn.) Soldato Ferri Felice (sottol. nome e cognome) / 4a Base Tradotta Militare Balcani / Distac<c>amento caserma Edmondo Matter / (sn) (Venezia) (dx) Mestre. Sopra, a dx, francobollo quasi initegro, verde con ptofilo re, 25 cent. annullato con noto timbro rotondo di Trobaso (leggibile solo T(…) NOVARA e il primo numero della data); sopra il nome del destinatario altro timbro noto di Trobaso, pressoché completo, con la data “* 2-8-43 *”.
13a quarta lettera in terza busta, quadrettato visto, mano Josette
(dx) Trobaso 1.7.43. / (centrato) Mio Felice adorato, mia vita. / Ricevette (sic) oggi il tuo telegram<m>a e la (?) tua (una sillaba canc.) raccoman/data; mi dispiace così tanto che tu sia nell’impos/sibilità di venire, ma pazienza; i nostri dolci sogni / saranno rimesso (sic) ad una altra volta: forse sarà ancora / più bella. Sai, caro, non mi devi dire mai più quando / tu verrai, perché penso troppo belle cose: e si soffre troppo / quando quel bel sogno non si averra (sic); così vieni / senza dir nulla: sarò di più (sic) felice. / Infine oggi mi sono alzata: sto un po’ meglio, / ma sono ancora ben debole; e poi questo guarirà / solo quando lo vorrai tu: perché, come ti ho detto ieri, / il mio medico non potra<i> essere che solo tu, e la mia / guarigione dipende da te e dal destino; più presto / sarò tua moglie, tanto più presto guarirò: dunque / speriamo che il destino ci sia favorevole. / <H>ai capito qualche cosa della mia lettera di ieri? / Spero di sì: non ti sarai mica allarmato per il mio / male, vero? Sai, ho tutto il sangue coagolato (sic) nel ventre / e con lo spostamento dell’ultero (sic) non può passare; / qualche volta passa un po’ di sangue coagolato (sic): allora / per un momento mi passa (sic) i dolori, e il medico / dice che mi farà male sino a quando tutto sarà / passato: Allora sto fresca: sono già 7 giorni che /1v/ chissà fino a quando durerà: ci vuole una grande / pazienza. / Mio amore adorato; in questi giorni se tu / sapessi quanta gioia mi hanno datto (sic) le tue lettere, / quanto conforto e amore! Mio Felice, mia vita, / se tu sapessi quando (sic) è grande il mio amore per / te; non ho che un desiderio: contrac<c>ambiare tutto / l’amore che tu dice (sic) di aver per me, farti contento: / ti amo così tanto, tutto il mio essere è spinto verso / di te da una forza invisibile: tutto in me / ti chiama e desidera il tuo amore; ogni / fibbra (?) di me stessa, ogni mio pensiero ti appartiene; / tutto, tutto quello che è mio è tuo: la mia vita, / la mia felicità è nelle tue mani; e tu mi farai / felice, perché so che mi ami tanto come dice la / tua ultima lettera. Tu sei la mia vita, la mia speranza, e ti amo, ti amo. La mia bocca è già / 4 giorni che è guarita, e vorrei tanto baciarti, baciarti / sino a diventare ebbra (?) di ancora vivere in quella dolce / ebbrezza il nostro amore. Ciao, mio amore, mia / vita, mio bene amato. Buona sera: ora io vado a / letto: sono le 8; ti penso tanto e ti sogno tanto; ti / amo, mio Felice adorato; si<i> paziente, che presto / tutto sarà finito e sarai vicino a me. / Ciao con mille baci ardenti della / tua Josette.
13a quarta busta 155 x 120 grigio chiaro, vista. Sul verso il mittente, di cui si legge poco (mano di? del testo): (…)Luig / Trobaso di Verbania. Sul recto l’indirizzo, stessa mano: (all. a sn) Al soldato / (centrato) Ferri Felice 4a Base / T. M. Balcani Cas. Matter / (dx) Mestre. Sopra, verso dx, il noto timbro rotondo di Trobaso quasi completo con la data “* 20.8.43 *” (francobollo asportato). Aggiunte d’altra mano; sotto l’indirizzo a sn: Assegno / (Fureria) / Assegnato, a dx sotto Mestre: Mestre Fureria (?) / Assegnato; sopra l’indirizzo, rovesciate: (sn) Ferri Felice / (…)ice (dx) Ferri Felice / Ferri Felice.
13a quinta lettera, prima (data?) in quarta busta, una metà foglio rigato visto, mano di Luigia (?); data 17 o 19? Il contenuto non aiuta
(sn) Trobaso 17.8.43 / Caro figlio. Ieri sera Odette è stata / <a> trovare sua sorella, e stava abbastanza bene; / oggi ci sono stata io, e lo (sic) trovata bene. / Da ieri ch’è cè (sic) venute le sue mestruazioni / senza dolori, e perde molto; la notte scorsa / dice che <h>a dormito poco, causa di questo / disturbo: però oggi <h>a mangiato di buon appettito (sic); / oso sperare che il male non sia così grave / a (sic) quanto appariva; alla fine di questo periodio (sic) speriamo che il medico possa darci / buone notizie. E te, caro Felice, come te la / passi? Per il tuo ritardo non <h>ai avuto / delle noie? Tuo fratello ah (sic) scritto? /1v/ Noi qua, a parte questo gran caldo, si va / avanti. Odette <h>a ripreso ieri il lavoro. / Oggi <h>a visto Edne e sua madre: alla notizia / che Josette stava bene, a mia impressione, / sono rimaste mortificate: si aspettavano qualche / cosa di più eccezionale (sic); è vero che non ci è dato / (dopo canc.) nessuna spiegazione, ma non mi è sembrato / naturale la maniera che sono rimaste senza / parole; se, come (sic) esse dicano (sic), che tutte le volte / che vieni <h>ai una sorpresa, speriamo che la / prossima sia una buona: che abbia la / grazia di sentirti proprio contento, che tu possa / guardare l’avvenire senza timore. Termino per / questa sera augurandoti la buona notte e tanti sogni
(sul bordo dx in verticale)
belli.
(sul bordo sn in verticale dall’alto)
Saluti affet<t>uosi da noi tutti / e un caldo abbrac<c>io. Tua / mamma.
13a sesta lettera, seconda (data?) in quarta busta, una metà foglio rigato visto, mano di Luigia (?); vedi sopra
(sn) 18.8.43. Trobaso / Caro Felice. Il tuo arrivo porta sempre / un po’ di gioia; la tua partenza ci lascia / sempre un po’ tristi. Spero che questo tuo viaggio / non ti sarà stato troppo lungo, e che sii (sic) arrivato alla / tua base senza incidenti. Ieri sera sono stata / a trovare Josette: ah (sic) passato una notte e anche la / giornata abbastanza bene. Di operazione ora non se / ne parla; se è possibile la guarigione senza / tagliare, credo che sia molto preferibile. Josette ma (sic) / detto che prega tanto di avere la grazia di guarire / senza operazione; spero che Iddio e la Maddonina (sic) che lei / invoca tanto labbiano (sic) da (una sillaba canc.) prendere sotto la / loro protezione. Oggi è stata a trovarla la signorina / Zanotti e (?) la (sic) trovata abbastanza bene; quella signorina / che (sic) stata operata ieri sera soffriva molto. /1v/ Felice, penso a tutto quello che <h>ai apportato (sic) e / ne sono confusa; ringraziarti mi sembra ben / poco: spero che ne avrò l’occasione di dimostrarti / la nostra riconoscenza. Pappa (sic), del sacco che ci <h>ai / regalato, non potevi riuscire meglio, è tanto / contento di averlo; per lui è un oggetto molto / prezioso. Figlio caro, ti penso sempre, e penso / sempre anche a tua madre: che abbia di avere / la grazia di vederti ritornare sano e salvo, e Josette / degna del vostro affetto; e auguro che Pierino (?) abbia / da scrivere presto. Abbi saluti affet<t>uosi / e baci da noi tutti e un / affet<t>uoso abbrac<c>io. Tua mamma. / Tanti saluti e baci da Josette.
13a quinta busta 160 x 113 grigio, vista, mano del testo. Sul verso il mittente: Abs. Jakob Wiesmann Vor der Brücke / Stein auf Rhein (sottol) Kt. Schaffhausen / Schweiz (sottol); sotto a dx timbro rotondo 33 mm (visto?) con data “* 20.8.43XX(…) *”, incerta, campo ill., e legenda “* (…)MESTRE STAZIONE”; sul recto l’indirizzo (stessa mano, all. a sn.) Soldato / Felice Ferri / 4a Base T. M. Balcano (sic) / Distac<c>amento caserma Edmondo Matter / (centrati, distanziati, sottol.) Mestre Venezia / Italia. Sopra, verso dx, il timbro rotondo 30 mm quasi completo, con la legenda STEIN AM RHE(IN) (SCHAFFHAUS(EN) e la data “* 20.VIII.43 *: nel campo croce elvetica e VIII; (francobollo asportato); in alto al centro etichetta bianca 47 x 17: a stampa, cornice e R rossi: “R Stein am Rhein / 092”.
13a settima lettera in quinta busta; 2 fogli 208 x 295 rigati non filig. numerati recto e verso, uniti a mo’ di bifolio con pochi punti di cucitura a filo, mano di Köbi (Jakob). pagine numerate ms recto e verso. Raddolcimenti, maiuscole etc. (una linea sopra indica raddoppiamento?)
(sn) Schaffhausen, den 19. Aug. 1943. / (centrato) Saluti, mein lieber Felix, / Deine Liebe Mamma und ich haben Deinen / lieben Brief mit grosser freude und / überraschung dankend erhalten. Deine / Mutter ist fast am verzweifeln gewesen / und ich, dass Du, lieber Felix, uns so / lange auf eine Antwort warten lässt, / aber jetzt ist Deine liebe Mama wieder / glücklich, und ich, dass es Dir gut geht mit / deiner gesundheit sind wir sehr froh: und / wegen Jossette (sic) wie gehts (sic)? denn ihr: wir hoffen / sie sei auch immer gesund, dass ihr bald / heiratet sind, chüechli und ich sehr glücklich / und froh, und komt (sic) bald zu uns Heim (sic): / dass ist unser höchstes Glück auf der Welt. / Nun, Mein lieber Felix, werde ich Dir ausführlich / mitteilen: wegen Deiner lieben Mamma wir sind / immer glücklich miteinander und lustig auch zur / Arbeit gegangen: es war Freitag den 4. Juni / gewesen; am Abend bekam ich von Irma (?) / die Nachricht, ich solle sofort heim (?) komen (?) / zu ihnen; Modesta sei krank, sie habe / einen Schüttelfrost bekom<m>en; sie haben / sie mit einen (sic) Taxi geholt im Geschäft. Weisst, / lieber Felix, es nur (?) an diesem Freit<a>g kalt (sic) / geregnet, und einen Sturm gegangen, dass war die folge /1v (= 2 ms.) / gewesen. Lieber Felix, Sie haben sie in Spital / tun (?) wollen, aber ich war nicht einverstanden / gewesen, weil Sie im Spital die Pacienten / nur liegen lassen, und keine wichtige / Pflege haben wie privat: Gell? Irma / und Peni waren auch nicht einverstanden / gewesen Sie in Spital zu tun. Meine liebe / Modesta war also genau 13 Tage bei / Irma im Bett gewessen (sic), und eine gute / pflege gehabt: ich bin also, und Modesta, / sehr zufrieden gewesen mit Fam. (?) Lieber, / sie waren sehr gut zu uns. Lieber Felix, / ich habe alles getan für meine liebe Modesta, / dass Sie so schnell wieder gesund worden ist, / und wieder glücklich; sie hat nähmlich (sic) / trompose (sic) bekom<m>en am linken Bein vom / Schüttelfrost: dass war ja sonst gefährlich, / aber du weis<s>t ja, dass Deine liebe Mama / eine Gesunde Natur hat, darum ist es nicht / so schlimm (?) gewesen. Lieber Felix, Deine liebe / Mama hatte nachher wieder Arbeiten wollen, / aber ich habe sie nicht gehen lassen: ich habe / gesagt: “Ich bin Dein Mann, und du bleibst / jetzt Daheim”; 7 Wochen habe ich Sie Daheim / behalten, und sie war doch froh gewesen. / Sie war wieder Gesund, und sind immer / glücklich und lustig miteinander. Lieber / Felix, dass Bein ist immer noch einwenig (?) / geschwollen, aber nicht mehr gefährlich. /2r (=3 ms.)/ Ich habe Modesta jetzt bei Herrn Dr. Böhni / in Stein am Rhein angemeldet, und am Samstag / gehen wir, Rosmarie, Chüechli und ich, zu ihm, / der machte ihr Bein ganz gesund: ich / weiss es, er ist ein spezialist. Wenn Du, / lieber Felix, und Jossette (sic) heim kom<m>en, habt / ihr eine ganz Gesunde und glückliche Mama: / ich schwöre es Dir, Gell! Also, Lieber Felix, / dass ist meine Wahrheit wegen der Krankheit / von Deiner lieben Mama. Ich habe es Dir / sofort mitteilen wollen, wo (sic) Sie kranke gewesen / war: aber Modesta hatte es mir nicht / erlaubt; sie sagte, Du würdest sonst (?) eine / Dumheit machen. Lieber Felix, du bist (in sovral.) aber des/wegen mir nicht böse sein (canc.), Gell! Lieber / Felix: jetzt ist ja alles glücklich vorbei und / du kannst wieder glücklich und lustig sein: / Gell! Deine Mama (una sillaba canc.) arbeitet schon lange / wieder, und ist ganz gesund, und wir haben / es schön miteinander. Nur eins, lieber Felix, / du und Jo(sovral. se)tte fehlen uns noch: aber bald / sind wir alle wieder beisamen; aber / dann trinken wir mal ein grosses Bier / miteinander, Gell! Bei uns ist eine Hitze, / schon 6 Wochen ohne Regen: man kann / bald nicht mehr aushalten vor (?) Trokenheit. / Lieber Felix, ich habe meinem lieben chüechli / über einen toppelzentner (sic) Ähren gesucht, dass / gibt etwa 30 bis 40 Kg. Mehl für uns: also /2v (=4 ms)/ nur Ähren, das ist viel (?). Im Garten habe / ich über under Kohl und über 50 Kabis (?) / für den Winter.. Also wir sind mit / allen zufrieden für den Winter. Also, / Lieber Felix, wegen Deinen lieben Mama, / musst Du Dir keine sorgen mehr / machen, und traurig sein: sie ist / schon lange wieder Gesund, und hat / immer guten humor; nur Du sol<l>test / ihr einwenig (sic) mehr schreiben, Gell! Die / Liebe Jossete (sic) soll auch wieder einmal / schreiben: es ist schon eine schöne weile / vorbei. Also, sei wieder glücklich und / fidel. Von Peter wissen wir nichts mehr; / wir haben schon lange keinen bericht mehr / von ihm: sage (macchiato, ?) es ihm wenn Du ihn / einmal trif<f>st, Gell!. /
(all a dx)
Also, Auf baldiges Wiederseh<e>n / Dein Köbi (sottol.). Deine liebe Mamma.
(una riga sotto, centrato)
Viele heisse Küsse und viele Grüsse / von uns allen (sottol.).
(una riga sotto)
Felix: Schorsch Bächtold (sic) liegt im / Spital: er hat einen Doppelten / Leistenbruch: er hat auch schon / nach Dir gefragt, und Die Hurre (?) / ist verheiratet mit dem dicken Bauch. / die sauflöte (?).
13a sesta busta 160 x 115 grigio chiaro, vista. Mano del testo (madre di Felice). Sul verso il mittente: Abs. Ferri Modesta Grünaustieg (?) 14 / Schaffh. Sveiz (sic). A sn in verticale, altra mano: Pasini Primo / altra mano: Subito alle (?) / (…)mento. Sul recto l’indirizzo, mano del mittente: (sn) Soldato / (centrato) Ferri Felice / 4a Base T. M. Balcani distac<c>amento / caserma Edmondo Matter / (sn) Mestre / (dx) Venezia. In alto a dx, francobollo asportato, mezzo timbro con veduta e mezzo timbro rotondo 22 con legenda “(…)HAUSEN* (…) VERBANO” e la data “* 17 (?).8 / (?).VIII / (?)943 *” (incerta).
13a settima lettera in sesta busta, mano di mamma Modesta, foglio azzurro chiaro visto 209 z 293, rigato non filig.
(dx) Schafusa il 17 Agosto. / (centrato) Mio caro Felice. / Finalmente dopo sì lunga attesa ricevetti un tuo scritto; se tu / sapessi i pianti che feci: temevo che t’avessero mandato via; è (sic) Peterli / non scrive mai mai: da poi che tornai dal’Italia mi scrisse una / volta sola: dimi dimi (sic) dove si trova, dam<m>i il suo indirizzo; scrissi più / volte a Josett di darmi l’indirizzo di Peter: essa pure non mi scrive: / non so più cosa pensare. Felice, fam<m>i quel piacere: scrivi a Josett se / à mandato via quel famoso pacco: è da poi che mi trovo qui che / la prego di farmi il piacere; una volta mi scrive che è venuto di / ritorno, unaltra (sic) volta mi scrive che à perduto l’indirizzo. Io tornai / a mandare l’indiriz<z>o; qui la sala (sic) và a dire che me (sic) sono tenuto la / roba: è proprio una vergogna che non mi mandano via que(e in sovral.)la roba: / la devo (?) mandare soltanto a Milano. Ti prego, Felice, interessate/ne tu, ti prego. Più sorpresa ne sono nel sentire che la Murari / non t’à ancor mandato il denaro? (sic) È già più di due mesi che è / partita (sic): voglio sperare che te l’ab<b>ia mandato; tu devi ap<p>ena rice/vuto mandare a Peter L. 300 è a Dirce , non dimenticarti, 100, / e li altri per te. Sap<p>i che gli diedi pure tre cioc<c>olate è 4 Neger, / una scatola di Menfis, formaggio. Scrivi subito ap<p>ena l’avrai / ricevuto, e scrivimi più sovente, e non dimenticarti l’indirizzo / di Peterli: credo che si sia dimenticato d’aver qui una povera / mamma che vi pensa giorno è notte, che attende notizie / dei suoi figli lontani: sai tu quanto <h>a messo la tua / lettera? L’<h>ai spedita ai primi d’agosto, ed’ora abiamo (sic) / il 17 sette d’agosto: cosa ne dici? Felice, perché tu non mi / <h>ai scritto da Intra? Se tu sapesti (sic) come bramo un tuo scritto! / Felice, nel<l>a mia ultima ti scrissi che la Epli si sposava: ebbene /1v/ si è già sposata soltanto in civile, senza tanta festa; sua mamma / è andata tutto il giorno a far Putzen; sa<i>: essa è in Cinta (sic) in / sei mesi, e abita poco lontano da Jolanda: doveva andar a Davos (?) / ma non l’anno (sic) ricevuta in quel<l>o stato: essa ora à ciò che à voluto; / la mobiglia (sic) non l’anno pagata: non so se sono mobigliati (sic): / è presto un Balg, è (sic)? La signorina Epli in che stato è ridotta, / quel<l>a sfac<c>iata: l’altra sera mè (sic) passata vicina con la biciqleta (sic) / è con il suo Fusballer (?): essa aveva il tuo Schal sula testa, e le tue / scarpe ai piedi: vedi, la roba gli (sic) piace portar<l>a (?): chissà quante / volte si sarà già pentita; va in giro a dir che non ti voleva / bene, che lo sapeva che quando tu partivi tutto sarebbe finito: / ora che vadi (sic) a danzare il Svin Svin al Belvüe è ala Spanisce / quela disgraziata; guai, guai a lei, quando tu sarai qui, / se cercasse d’av<v>icinarti, guai: chissà quanta rab<b>ia; e dire che lui / è nel Fusbal, e tutte le Domeniche essa era al Schützenhaus / a guardare i Fuasballer (?), è? Cosa diceva quando tu gli (sic) / dicevi di voler fare lo sport? Vedrai, Felice, che quando tu verrai / con Josett è (sic) essa deve andar a spasso con il suo Balg (?), e lui (sic) / Fusbal costa, sai, è dove lo prendi il denaro? “Ver (sic) am letzten / lacht, lacht am besten”: così va bene, nev<v>ero? In quanto ai giorna/li, l’o letto; noi qui si sapeva prima di voialtri: l’abiamo / sabuto (sic) la stessa notte; così va bene: speriamo che la guerra / presto sia finita, e che tu e Peterli Josett torniate! Sai, colui / che sposò la Epli si chiama Dobler: egli abitava con i suoi / genitori di sopra del Filars: è un negro, un butono lungo (sic): una sorella / è lei sì piccola, (in interl.: che fa la sarta) sembra pat é pataschen (sic): vedra<i> quando tu / vieni con la tua Joset, eh? D’unque (sic) ti dò la buona notte, Felice. / Köbi è pure a fare il soldato fino a mercoledì di sera: viene con il treno / dele dieci. Ti bacio caramente. Tua mamma. Sabato vado dal doctor / Böni a Stein am R’ein (sic), a vedere se mi può guarire. Ti scriverò poi / il risultato. Tanti saluti da tutti. La tua lettera a Köbi la consegnerò merco/ledì. Ciau (sic) Felice, scrivi. Tua mamma che sempre ti pensa.
(Per Epli vedi seconda lettera in seconda busta)
©Zizaburz