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Lettera 12a

Lettera 12a

 

12a 5 lettere, non buste.

LETTERA 12A - LETTERA 1 - DATA 

12a prima due fogli quadrettati A4, matita, mano di Josette, non data né numero.

 

(centrato) Felice mio adorato. / Dopo tanti giorni posso finalmente mettermi / a sedere nel letto e dirti cosa ne è di me. / Forse tu avrai pensato male: sarai stato / in pensiero non ricevendo mie notizie. Figurati, / caro, che sono cinque giorno (sic) che sono a letto / am<m>alata di mal di ventre: un male terribile. / Ti scrissi nella mia ultima lettera che avevo il / male di pancia: quel giorno, dopo la solita / bottiglia calda, mi è passato; puoi (sic) l’indomani / non avevo più niente, e le mie menstruazioni (sic) / fe(…)no; il giorno d(più parole erose per la piega del foglio); al / mat<t>ino avevo un forte giramento di / testa, mal di cuore e un tremendo male / di testa, che mi dovetti coricare di nuovo; / rimasi (?) tutto il giorno così calda, e dopo la / sera la (mal canc.) mamma fece venir il medico. / Non ne potevo più: il medico disse che erano / colique (sic, francese?): allora mi dette medicine da prendere; / quella sera il male (ado canc.) andava diminuendo, / ma puoi (sic) nel<la> notte mi ricominciava di / nuovo, e l’indomani lo stesso: così per 3 / giorno; (sic) tutti giorni il dottore veniva, ma / non riusciva a capire cosa mai avevo, /1v/ sino a ieri che ebbi una crisi tremenda / per 2 ore di tempo: avevo così male che / sarei stata contenta di morire; venne di / nuovo il dottore e mi visita (sic) di nuovo: / mi disse che aveva paura che fosse una / spotazione (?) de l’uterno (?) e delle ovaie con / una forte congeszione (sic) del sangue, e così / è: infatto (sic) mi ordinò una in<i>ezione per / calmare i dolori, poi laudanum; ma / mi disse che questo mi accadrà spesso ora / e che dovrò molto soffrire; una sola cosa / può guarirmi: sposarmi, e avere un / bambino; altrimenti non c’è niente / da fare. Farò lo stesso una cura, ma / lui crede che non farà quasi niente; / dunque solo tu potrei guarirmi, solo / tu e il tuo amore! Il dottore mi ha / detto che ritornerò forte e robusta solo / quando sarò sposata: dunque sarai tu / il mio medico: nelle tue mani è la / mia guarigione e la mia salute; / quando penso che ora forse tutti <i> mesi / sono <m<m>alata 5-6 giorni, di questo mi / fa impazzire: ma tu mi guarirai, vero? /2r/ Fa così male, Felice, così male: credo che / quando si partorisce non si ha più male; / ho avuto così paura con quel male di / pancia, ma ora sto meglio. Oggi posso seder/mi: era<no> 4 giorno (sic) che non mangiavo / più e non bevevo più; oggi ho mangiato / un po’ di riso, ma sono così debole: ho / sempre la fronte, tutta la faccia, il collo / imperlati di sudore, e tutti i minuti / debbo asciugarlo (sic). Oggi mi sono ritornate / le menstruazioni (sic): il sangue <h>a infine / trovato passaggio: per questo mese me la sono cavata; ho ancora male, ma lo / posso sopportare; non posso alzarmi, non / ho più forza. / Da quando sono a letto ho ricevutto (sic) / un biglietto, 2 cartoline, 3 lettere / di (sic) te; / ti ringrazio, amore mio: questo mi ha / reso un po’ di gioia nell (sic) mio dolore. / Come ti amo, Felice, e come ti vorrei / vicino a me: così avrei almeno tu, (sic) / il mio amore, la mia vita, a darmi / coraggio e forza; e forse avresti anche / potuto guarirmi per questa volta. /2v/ In questi giorni che avevo la febbre quante / volte ti ho chiamato di venire vicino a / me, di venire a tenermi compagnia: ma / tu sei lontano e, come dice la tua ulti/ma lettera, non puoi (sic) venire; mi dispiace / tanto, ma è meglio, perché mi avresti / vista in cattivo stato: avresti visto una / Josette piangente di dolore, poco bella / di (sic) vedere. / La mia bocca è guarita, e ora ti / potrei dare davvero un milione di / baci, se tu venissi. / Sai, Felice, ti aspettavo per le tue carte / che non vanno, essendo scritte in tedesco; / allora le rimando alla tua mamma, / così lei le farà scrivere in italiano. In / quanto alla tua ex fidanzata, poveretta, / è da compiangere. / Ora termino; sono stanca. / Ciao, amore mio: ti bacio ardamente (sic) / forte forte. Vorrei volare nelle tue braccia / perché ti amo troppo: alla follia, sì alla / follia; in questi giorni avrei pianto perché non / potevo scrivere, e allora mi sono contentata di baciare / la tua foto. / Ciao, mio amore. Ti amo. Josette (sottol.).

LETTERA 12A - LETTERA 2 - DATA

 

12a seconda lettera, 210 x 310 mm a righe, non filigr.; mano di Jostte, penna sbiadita (matita?), non data né numero.

 

(centrato) Felice caro. / Sono tanto infelice sapendo che te / ne vai! Ma quando ritornerai mi troverai / piena di brio e di salute, e così potremo / ritrovare quella felicità che per un istante / ci è sfug<g>ita: trovare nel molto amore la / più bella fra tutte le gioie. / Ricordati come tante volte te lo (sic) già detto: io ti amo, e il mio amore / non ti verrà mai meno, malgrado che / ci sono persone che lo vogliono distrug<g>ere; / questo amore nessuno me lo ruberà: tu / sei mio, e mio devi restare sempre, / tutta la vita (parole erose sopra la piega del foglio) / e noi saremo felici, non è vero? / In qualunque momento, in / tutte le tue ore di dubbio, pensa: ”Josette / non pensa male di me”. Pensa che ti / amo, e che desidero essere tua per tutta / la vita; quello è il mio sogno e il / mio ideale: formare con te la nostra / famiglia. / Ciao, caro; fatti animo e coraggio: / io sono forte, e guarirò perché ti voglio / bene, e ti amo tanto tanto. / Colei che perdutamente ti ha datto (sic) tutta se stessa e tutto il suo amore / appassionatamente ti bacia e ribacia. / Tua Josette (sottol.) /1v/

 

(a linee alternate, quasi centrate)

 

Pensami e prega per me. / Ricordati: ti amo. / Ed io sarò sempre solo tua. / Ich liebe dir (sic) allein.

LETTERA 12A - LETTERA 3 - DATA

 

12a terza 138 x 177 mm. marrone chiaro rigato, mano di Josette penna, data incompleta

 

(dx) Trobaso, il /

 

(centrato) Mio amato! / Ritorno adesso di (sic) una passeggiata / pei (sic) monti. Sono tutta sudata e fa / un caldo tremendo; sono andata à (in interlinea) Cressellio (?) / a prendere la figlioccia della mia mamma, / per tenerla a casa nostra qualche settimana. / Che bella passeggiata: lassù è un vero / paradiso; quando vieni in licenza dobbiamo / andarci una volta, vero? / Oggi è giorno di festa: alla Montecatina (sic) / si lavora, ma io faccio festa giac<c>hé sono tutti / a casa gli altri; domani mi daranno la / multa, ma poco importa. / Oggi mi sono brucciato il braccio con il / ferro elet<t>rico: mi fa un male incredibile; / adesso ho messo un po’ di pomata: sembra / andare meglio. /1v/ (cossa canc.) Cosa fai tu? E pensi un poco a me in / questo momento? Sono esat<t>amente le 6 ½: forse / è l’ora della libruscita (sic), e andrai fuori a ammi/rare la bella Venezia di cui tutti <i> poeti ne / decantano lo splendore, di cui tutti gli (una sillaba canc.) / in<n>amorato (?) sogno come (?) meta della loro felicità; / Venezia che agli occhi del mondo è la città / dei sogni e dei (sic) splendori, e che tu mi dicesti / che non era bella; per me non sarà certo in Venezia che voglio nascondere in un giorno / felice il mio amore, ma bensì nella natura, / che sarà per me il più bello decoro; sui monti, / lontano da tutti, troverò il mio regno; lo (sic) vorrò esserne la regina amata da te: soli soli / in mezzo a quella imponente mazza (sic) di / verdura troveremo la felicità: nev<v>ero, amore? / Ora termino inviandovi (sic) i più appassion/nati (sic) baci della tua / Josette (sottol.) /

 

(una riga sotto)

 

Pensami, mio caro amore, che ti penso tanto / e scrivimi presto, che sono 3 giorni che / (una sillaba canc.) aspetto.

LETTERA 12A - LETTERA 4 - DATA

12a quarta 210 x 293 azzurra linee, sul verso dx 2/3 altezza timbro rotondo 25 mm. “12”, mano mamma di Felice (?); non numero. Data incompleta in fondo Sciaffusa 1 agosto. Nome Josette quasi sempre incompleto

 

(dx) Mia Cara Josette. / Vengo a risponderti nel<l>a tua ultima, nel<l>a quale sento che il tuo / povero piede và migliorando; Josett, in quanto ala (sic) cartolina / che ti scrisse il par<r>oco di Pesina (?) non so capire: quì (sic) Felice non è / stato battezzato, e perciò mi risposero di rivolgermi di nuovo a / Pesina; senti: Felice è stato battez<z>ato a Pesina cha aveva 7 anni, / setteanni (sic); una mia amica, pure di Pesina, era la madrina, o / come si dice, e il cap<p>el<l>ano il padrino; essa si chiamava Luiggia (sic) Lavezzari, pure di Pesina: ora è sposata e abita a Caprino Veronese. / Felice sarebbe stato battezzato nel’anno (sic) 24, cioè 1924; mi dispiace / assai di non poterti aiutare, ma devi capire che qui non sanno / nulla, e non possono farmi un certificato di battesimo; devi / di nuovo scrivere a Pesina e di (sic) scrivere che cerchino nella data 24, / il mese non ricordo, ma loro <h>anno i registri: che cerchino, nev<v>ero? / Quel<l>o del<l>la Tesina mi dissero (sic) che me lo manderà non appena trovato, / ma crede che non sia necessario; per carità, quante cose occor<r>e (sic) per / unirsi; qui non chiedono tanto: lo mettono loro nel giornale / per quindici giorni, e in chiesa mandano tutto in ordine; / ma pazienza: ora spero che te le mandino se gli scrivi la / data, cioè l’anno che è stato battezzato. Josett, tu mi / scrivi che Felice viene a Trobaso per qualche cosa: mi sembra / impossibile che possa aver così tanta licenza? Sai, Josett, tu sei / un po’ misteriosa: cosa viene a fare? Cosa fa Peter e dove si / trova? Scrissi a te e a Felice di darmi il suo indirizzo, ma sinora / non lo ricevetti; è forse successo qualche cosa? Ti prego, scrivimi; / domandi se sono contenta che vi sposate: che domanda! Sono conte/ntissima (sic): io <non> voglio altro che la vostra felicità; vorrei pure che / Peter si spossasse (sic) anche quel giorno, così sarei tranquilla: sarebbe /1v/ sarebbe (sic) trop<p>o bello, nev<v>ero? Josett, avrei qualche cosa <d>a dirti: ascolta. / Io al vostro sposalizio non ci sarò: non ò nessuna volontà di / venire a Trobaso; vuol dire che festeggiaremo (sic) qui: ma tu devi / promettermi di non sposarvi se non invitate Geni e Dirce: / anzi dovrete costringerli di (sic) venire, se non volessero; e, sino che non / sarete sposati, Felice che fac<c>ia quel sacrificio, e che dorma da / loro; è meglio così: se ne avrebbero tanto a male; quando sarete / sposati, è un’altra cosa. D’unque (sic) ti prego: non dimenticarti; / per il pranzo Felice ci penserà; manderai mamma e papà / ad invitarli, che fac<c>iano questo sacrificio, che un giorno sara/nno (sic) ricompensati; tu sai che mio Cognato ne avrebbe tanto / tanto (sic) a male, essendo del Paese e avendo sempre voluto / bene ai miei figli se non’avessero (sic) avuto loro, poverini; <è> per / ciò, Felice, che non si dimentica: Dirce è così infalice. Vogliategli (sic) / bene, che se lo merita, poverina: insistete. Per ora non mi alungo (sic) / che salutarti te e famiglia; baciami mamma tua: pure Felice / se è con te, e digli di scrivermi al più presto; e non dimenti/catevi l’indirizzo di Peter. Ti bacio, tua mamma. Arivederci / presto

 

(a dx il timbro; una linea sotto)

 

Josett, ti prego (?) il pacco: quel<l>a signora / parte sabato venturo per Milano: ecco l’indirizzo:

 

(una linea sotto)

 

Signora Ballini Cesira Via Arqua (?) 21 (centrato) Milano. / Fat<t>i dare il denaro per il pacco da Felice; / ti ringrazio: spediscilo al più presto.

 

(dx) Schaffhausen de<n> 1. August.

LETTERA 12A - LETTERA 5 - DATA

 

12a quinta giallina linee non filigr:210 x 310, mano mamma di Felice (? Josette completo di e).

 

(sn) Trobaso,

 

(dx) 22.8.43. / Caro Felice. Alla tua partenza si aveva (sic) calcolato che avrei avuto posta da ieri, sabato: / ma invano attesi anche oggi il postino. Dio / voglia che questo ritardo sia <a> causa della posta: / che, se l’attesa si prolunga, ne sarei in pensiero: / che da te non può essere senza un motivo grave. / Felice, come ti ò scritto che Josette in questi / giorni stava abbastanza bene, venerdì ah (sic) passato / tutta la giornata e la notte senza dolori: era tutta / felice, aveva mangiato da (sic) buon appetito, si vedeva / già guarita. Ieri ci è stato Jean a trovarla, e / non si a fatto sapere che di nuovo non stava bene. / Immaginati la sorpresa che stata per me oggi di / trovarla tutta sgomenta, da due notti che non / dorme: sta un po’ bene alla mattina, e dopo / ricomincia la sua penitenza. Oggi, essendo domenica, / non oh (sic) potuto vedere il proffessore (sic), ma conto di andarci / domani <a> sentire cosa ne pensa. Io questa / sera penso a molte cose. (segue una lineetta che allude ad un contenuto non scritto)

 

Quando potrò sentire / ancora Josette cantare? Quando potrò saperti tè / Felice contento, e che il passato lo possi (sic) dimenticare / completamente per guardare con fiducia l’avvenire? / So che Josette in questi tempi prega molto: è molto / rassegnata, anche quando <h>a male; (una parola canc.) credo che / la Madonna che lei prega tanto esaudirà le / sue preghiere. Tu pure, Felice, non perdere / fiducia: speriamo che Josette possa rimettersi / presto. Tua mamma Iddio te la conserva in / salute, e che abbi a avere presto buone notizie / da Peter. /1v/ Troverai, Felice, che ti oh (sic) scritto una lettera / ben triste, ma cosa vuoi: una volta ogni tanto / mi lascio abbattere anchio (sic); forse domani andrà / meglio, vedrò le cose sotto un aspetto migliore. / Oggi dopo tanto aspettare è arrivata anche la / pioggia: la temperatura si è subito rinfrescata.

 

(una linea sotto)

 

Domani ti scriverò per farti sapere cosa / avrà detto il medico. Tanti saluti / da pappa (sic), Odette e ragazzi. Ti auguro / buona notte e ti bacio. Tua mamma; / un pensiero affet<t>uoso e tanti baci da Josette.

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